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Catania, tensione a San Gregorio: autotrasportatori bloccati, il Cts denuncia minacce e gomme tagliate
Catania, tensione a San Gregorio: autotrasportatori bloccati, il Cts denuncia minacce e gomme tagliate
Il Comitato Trasportatori chiede l'intervento di Prefetto e Questore: decine di mezzi fermi, accuse a un gruppo guidato da Giuseppe Richichi.
Notte di alta tensione ai caselli autostradali di San Gregorio a Catania, dove permane il blocco di parte degli autotrasportatori. Il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) lancia un appello urgente per l'intervento dello Stato, denunciando episodi di minacce e atti intimidatori che impedirebbero la ripresa del lavoro.
Il Cts — che ieri pomeriggio ha revocato il fermo per la maggioranza dei suoi associati — ha chiesto formalmente al Prefetto e al Questore di disporre «un intervento immediato e coordinato delle forze dell'ordine» nei due snodi ritenuti nevralgici: il casello autostradale di San Gregorio e l'area portuale di Catania. La richiesta sottolinea come la situazione ostacoli la libera circolazione e il diritto al lavoro.
Il portavoce del Comitato, Salvatore Bella, parla di «gravissimi episodi di cronaca»: secondo il comunicato, decine di autotrasportatori sarebbero bloccati e avrebbero subito minacce dirette da parte di un gruppo non autorizzato «faccente capo a **Giuseppe Richichi»». Si accusano violenze, taglio delle gomme e intimidazioni per costringere i colleghi a fermarsi con la forza: «Chiediamo che le forze dell'ordine ci tutelino — ha affermato Bella — noi vogliamo lavorare».
La situazione in loco si è aggravata nelle ore serali. Dopo le 22:00, al casello sulla A18 a San Gregorio almeno 200 persone impedivano il transito ai mezzi pesanti, mentre le autovetture procedevano con difficoltà in fila indiana. Una fitta nebbia ha aumentato i rischi per la sicurezza, con centinaia di mezzi fermi che hanno ristretto la carreggiata a una sola corsia e creato code lunghe diversi chilometri in direzione Messina.
Alla barriera erano presenti circa una ventina tra poliziotti e carabinieri, una presenza che il Cts ha giudicato insufficiente a causa della netta disparità di forze in campo. I militari non sono intervenuti per disperdere il blocco, circostanza che alimenta le richieste di un intervento più deciso e coordinato.
Resta incerta la posizione delle diverse sigle coinvolte: mentre il Cts ha revocato il fermo per la quasi totalità degli associati, la sigla Aias mantiene il blocco in alcune aree e ha convocato per la mattina una riunione all'interporto di Catania per decidere se proseguire lo sciopero. Anche il porto di Catania registra difficoltà nonostante l'annunciato sblocco formale del fermo.
Non è chiaro dall'oggi al domani come evolverà la protesta: nonostante le promesse del ministro Salvini riportate dalla mobilitazione nazionale, non tutti i blocchi in Sicilia sono stati revocati, e permangono divisioni tra i padroncini e i gruppi che chiedono di proseguire. Sullo sfondo rimangono evidenti i rischi per la sicurezza stradale, per l'economia locale e per il diritto al lavoro dei trasportatori che vogliono riprendere le attività.
Per la giornata è prevista la riunione decisionale degli aderenti Aias all'interporto; il Cts ha ribadito la richiesta di intervento immediato delle autorità competenti per garantire il ripristino della circolazione e la tutela degli operatori che denunciano intimidazioni.