Etna: forte degassamento al cratere di Nord‑Est; tremore vulcanico sale fino al limite superiore dei valori medi

INGV Osservatorio Etneo segnala degassamento intenso e aumento del tremore con epicentro a 2.800 m vicino alla Voragine.

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 08:15
Etna: forte degassamento al cratere di Nord‑Est; tremore vulcanico sale fino al limite superiore dei valori medi -
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L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha registrato nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre 2026 un incremento dell'attività vulcanica sull'Etna: dalle telecamere si osserva un forte degassamento dal cratere di Nord‑Est e, sul fronte sismico, il tremore vulcanico è salito, raggiungendo il limite superiore della fascia dei valori medi.

Le misure indicano che le localizzazioni del tremore sono posizionate poco a est del cratere Voragine, a una quota di 2.800 metri sul livello del mare. Secondo il bollettino dell'INGV, l'aumento del tremore è stato monitorato a partire dalle 00:20 UTC; successivamente, le stazioni clinometriche nel settore nordorientale del vulcano hanno rilevato, da 00:42 GMT, modeste oscillazioni ad alta frequenza in entrambe le componenti.

Nonostante l'incremento del tremore e il degassamento, altri parametri mostrano stabilità: l'attività infrasonica è risultata molto bassa e la rete GNSS non ha evidenziato variazioni significative nei movimenti della superficie. Questi elementi, riportati dall'Osservatorio Etneo, vengono utilizzati per valutare il quadro complessivo dell'attività e la possibile evoluzione nelle ore successive.

Dettagli tecnici e monitoraggio

Gli esperti dell'INGV mantengono un monitoraggio costante attraverso telecamere, reti sismiche, sensori infrasonici e stazioni GNSS e clinometriche. Il tremore vulcanico è un indicatore fondamentale della dinamica dei gas e del magma a profondità variabili: il livello osservato — definito dal bollettino come al limite superiore della fascia media — segnala un aumento dell'attività ma, da solo, non determina automaticamente l'insorgere di un'eruzione effusiva o esplosiva.

L'assenza di variazioni significative nella rete GNSS e il basso valore dell'attività infrasonica sono elementi che, al momento, suggeriscono una situazione di attenzione piuttosto che di allerta immediata. Tuttavia, la combinazione di degassamento intenso e aumento del tremore rimane un indicatore che richiede sorveglianza continua da parte degli istituti di monitoraggio e delle autorità locali.

Le autorità competenti e l'Osservatorio Etneo proseguiranno con aggiornamenti tempestivi qualora si rilevino variazioni nella sismicità, nei segnali infrasonici o nei tassi di deformazione del suolo. Per ora, il fenomeno è confinato all'area sommitale con osservazioni strumentali precise ma senza segnalazioni di impatti diretti sulla popolazione o sulle infrastrutture.

Il quadro resta in evoluzione: seguiranno comunicazioni ufficiali dall'INGV e dai servizi di protezione civile in caso di cambiamenti significativi delle condizioni vulcaniche. Aggiornamenti e bollettini saranno disponibili sulle piattaforme ufficiali dell'Osservatorio Etneo.

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