Omicidio di Noemi Impellizzeri: il Ris cerca il dna sotto le unghie, pista dell'aggressione prende quota

Autopsia e indagini dei carabinieri convergono verso l'ipotesi di omicidio mascherato da suicidio; resta unico indagato un amico.

A cura di Redazione
15 ottobre 2026 05:56
Omicidio di Noemi Impellizzeri: il Ris cerca il dna sotto le unghie, pista dell'aggressione prende quota -
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La pista dell'omicidio sulla morte di Noemi Impellizzeri, 33 anni, si è notevolmente rafforzata dopo le prime risultanze autoptiche e le indagini dei carabinieri. Il corpo di Noemi fu trovato il 23 agosto nella sua abitazione di Riposto, dove era divampato anche un incendio; inizialmente si era parlato di suicidio, ma ora la Procura di Catania indaga per omicidio volontario con un unico indagato, l'amico Tony Proietto, 46 anni.

Le analisi del Ris

Al centro delle verifiche del Ris dei carabinieri di Messina ci sono i reperti biologici rinvenuti sulla scena, in particolare il materiale sotto le unghie della vittima. Gli esami mirano a isolare eventuale dna dell'aggressore e a ricostruire la dinamica: secondo un'ipotesi investigativa Noemi sarebbe stata aggredita alle spalle, scaraventata a terra con un colpo che le avrebbe causato la frattura o la contusione del naso, e successivamente strangolata, forse con la stessa corda lunga una decina di metri con cui poi è stata trovata impiccata.

Le risultanze forensi saranno cruciali per stabilire se si tratti di un omicidio mascherato da suicidio. Gli specialisti del Ris stanno inoltre valutando tracce compatibili con aggressione e depositi di materiale organico che possano collegare un sospetto alla scena del crimine. Ogni dato, dicono gli investigatori, dovrà essere contestualizzato nel quadro complessivo delle evidenze.

L'avvocato dei fratelli della vittima, Valeria Raciti, ha dichiarato all'agenzia ANSA che si attende l'esito di tutte le analisi per arrivare a un quadro completo e che i consulenti di parte — Francesco Porcino, Luca Chianelli e Salvatore Spitaleri — sono pronti a formulare osservazioni e riserve qualora necessario. Anche il legale dell'indagato si sarebbe detto convinto della natura omicida della vicenda, secondo quanto riportato nei verbali.

Sulla scena del crimine, i carabinieri hanno effettuato un rilevamento che gli inquirenti definiscono accurato: il corretto prelievo e la conservazione dei reperti sono stati sottolineati come fondamentali per le analisi. La Procura di Catania ha chiesto il deposito delle copie forensi; fino all'esito degli esami, gli investigatori invitano a evitare conclusioni affrettate che possano ostacolare le indagini.

Il caso mostra una evoluzione delle ipotesi investigative: dalle segnalazioni iniziali su messaggi attribuiti alla vittima e riportate nelle fasi preliminari, gli atti processuali e l'esame autoptico hanno spostato l'attenzione verso elementi compatibili con un'aggressione. Restano aperte tutte le verifiche sul movente, sulle responsabilità e sulla sequenza esatta dei fatti, con la prospettiva che le analisi del Ris possano fornire elementi determinanti per l'accertamento giudiziario.

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