Palermo: lo screening del colon-retto arriva nelle Cure Domiciliari Integrate dell'ASP

L'ASP di Palermo e gli enti erogatori avviano la consegna dei primi kit SOF test durante gli accessi domiciliari per la fascia 50-69 anni.

A cura di Redazione Redazione
05 ottobre 2026 10:04
Notizia verificata · Fonte: asppalermo.org · Vedi fonti
Palermo: lo screening del colon-retto arriva nelle Cure Domiciliari Integrate dell'ASP -
Condividi

PALERMO, 3 ottobre 2026 — L'ASP di Palermo ha avviato l'inserimento dello screening per il tumore del colon-retto nella rete delle Cure Domiciliari Integrate (ADI). Con la piena collaborazione degli enti erogatori e la firma del Protocollo d'Intesa con Federfarma-Utifarma del 28 luglio, sono state consegnate le prime provette destinate al SOF test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.

Chi è coinvolto e quando: il progetto coinvolge l'ASP, gli enti accreditati e convenzionati che svolgono accessi domiciliari nei Distretti sanitari di Palermo. Il protocollo, sottoscritto il 28 luglio, si è concretizzato nella consegna dei kit in queste prime settimane di applicazione, senza oneri aggiuntivi per pazienti e caregiver.

Dettaglio del percorso operativo

Durante l'accesso a domicilio l'operatore ADI verifica i requisiti per l'adesione allo screening della fascia di età 50-69 anni, informa l'assistito sull'importanza della prevenzione e acquisisce il consenso informato. In caso di adesione viene consegnato il kit contenente la provetta per il SOF test; il prelievo viene effettuato autonomamente a casa seguendo le indicazioni fornite nel kit.

Dopo il prelievo il familiare o il caregiver è indirizzato alla farmacia per la riconsegna della provetta. L'operatore ADI si accerta della consegna effettiva in farmacia, garantendo la completa tracciabilità dell'iter secondo le modalità organizzative definite dall'ASP.

Il modello estende la presa in carico alla famiglia e al caregiver, sfruttando la presenza continuativa degli operatori dell'ADI per individuare ulteriori opportunità di prevenzione e facilitare l'accesso ai programmi di screening. Le operazioni di consegna e gestione dei kit rispettano le procedure di tracciabilità stabilite dall'ASP e non comportano costi aggiuntivi per gli utenti.

Perché il progetto è rilevante: l'inserimento dello screening nell'ADI mira a ridurre le barriere di accesso per persone che per motivi di fragilità, mobilità ridotta o impegni di cura non raggiungono facilmente i punti di erogazione tradizionali. La rete domiciliare diventa così un ulteriore punto di contatto per la popolazione destinataria del programma di prevenzione.

Aspetti organizzativi e prossimi passi: il protocollo prevede il coinvolgimento capillare dei Distretti sanitari e delle farmacie per la raccolta dei campioni e la tracciabilità. L'ASP ha indicato che il nuovo percorso si inserisce nelle attività finalizzate a favorire una maggiore adesione allo screening del tumore del colon-retto, attraverso una rete territoriale più integrata.

Restano elementi da monitorare: l'efficacia del modello sarà valutata sulla base dei tassi di adesione, della corretta gestione dei flussi di campioni e della capacità di intercettare soggetti altrimenti non raggiunti. Per ora il progetto rappresenta un tentativo di integrare la prevenzione nella presa in carico globale dell'assistito e del suo nucleo familiare.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 ottobre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia