Palermo: trasformare Cala e Molo Trapezoidale in un polo scientifico per il Canale di Sicilia

La consigliera PD Tiziana Calabrese propone un hub per la Blue economy con ricerca, Digital Twin e incubatore per startup.

A cura di Redazione Redazione
20 ottobre 2026 09:00
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Palermo: trasformare Cala e Molo Trapezoidale in un polo scientifico per il Canale di Sicilia -
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La consigliera PD della I Circoscrizione, Tiziana Calabrese, ha annunciato la proposta di trasformare l'area della Cala e del Molo Trapezoidale di Palermo in un polo scientifico permanente dedicato alla tutela del Canale di Sicilia e allo sviluppo della Blue economy. La proposta intende coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica, tutela ambientale e nuove opportunità di lavoro.

Calabrese richiama modelli europei come Barcellona, Marsiglia e Rotterdam, che hanno rinnovato le aree portuali convertendole in spazi di innovazione e ricerca. Secondo la consigliera, Palermo può costruire una sua identità mediterranea e puntare a diventare, dopo Ravenna, la possibile Capitale italiana del mare 2027: per farlo, però, servono progettualità concrete e continuità di azione.

Nel documento presentato si sottolinea che non bastano eventi, dichiarazioni d'intenti o la mera valorizzazione turistica del waterfront: occorre una visione politica che metta al centro la conoscenza, la protezione degli ecosistemi marini e il coinvolgimento attivo della comunità.

Le cinque direttrici proposte

  • Candidare l'area ai finanziamenti europei per la tutela del mare e per progetti infrastrutturali e di ricerca.
  • Istituire un centro di ricerca oceanografica dedicato al monitoraggio ambientale del Canale di Sicilia.
  • Realizzare il Digital Twin del Canale di Sicilia per modellare e monitorare in tempo reale gli ecosistemi marini e le dinamiche costiere.
  • Trasformare il molo in un incubatore della Blue economy, spazio operativo per startup e imprese innovative.
  • Coinvolgere competenze (ingegneri, biologi marini, informatici, oceanografi e ricercatori) e favorire percorsi formativi e occupazionali per i giovani.

La proposta include inoltre la creazione di laboratori aperti, iniziative di citizen science e attività di divulgazione e percorsi educativi rivolti alle scuole, per permettere agli studenti di partecipare a progetti di monitoraggio e conoscere direttamente la biodiversità e i temi della sostenibilità ambientale.

Sul piano operativo, Calabrese indica la necessità di un lavoro congiunto tra amministrazioni locali, istituzioni scientifiche e partner europei per tradurre l'idea in un progetto candidabile: la disponibilità di finanziamenti europei e la capacità di attrarre competenze risultano condizioni essenziali. Nel testo non sono riportati dettagli su tempi, stanziamenti o risposte formali da parte del Comune o di altri enti locali.

La proposta apre un confronto su come ripensare il rapporto fra città e mare, bilanciando valorizzazione economica, tutela degli habitat marini e accessibilità per i cittadini. I promotori puntano su impatti positivi in termini di occupazione giovanile, ricerca applicata e resilienza ambientale, ma la trasformazione richiederà pianificazione, risorse e governance condivisa.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 20 ottobre 2026

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