Pantelleria Asinabile: il festival che rilancia l'Asino Pantesco tra tradizione, scienza e comunità

La seconda edizione del Festival Pantelleria Asinabile ha mobilitato l'isola: da Ettore di Sibà alle iniziative al bunker, ora la sfida è la reintroduzione sostenibile.

A cura di Redazione Redazione
06 ottobre 2026 11:05
Pantelleria Asinabile: il festival che rilancia l'Asino Pantesco tra tradizione, scienza e comunità -
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La seconda edizione del Festival Pantelleria Asinabile si è chiusa con una partecipazione che ha sorpreso per numerosità e varietà: cittadini, famiglie e visitatori hanno trasformato l'evento in una festa collettiva dedicata all'Asino Pantesco, simbolo identitario dell'isola. L'idea, promossa dall'Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria in collaborazione con l'Asineria di Reggio Emilia, non è stata solo ricreativa ma ha voluto restituire centralità a un animale che racconta la storia rurale di Pantelleria.

La manifestazione ha preso forma soprattutto attorno al bunker di Bukkuràm, che per tre giorni è stato laboratorio creativo e luogo di incontro per tutte le generazioni. Il primo evento — il bivacco sotto le stelle — ha visto la partecipazione di numerose famiglie, tra carezze alle asinelle e momenti di socialità: il rito del montaggio delle tende, il cibo condiviso e l'osservazione astronomica guidata dagli astrofili Sergio Minoli e Leonardo Puleo hanno offerto una cornice simbolica di comunione tra natura e comunità.

Il cuore del festival

Il culmine simbolico del festival è stato il momento in Piazza Cavour con l'inaugurazione dell'evento da parte di Ettore di Sibà, il primo asinello pantesco nato sull'isola dopo trent'anni. Quell'istante ha introdotto il convegno su “Presente, passato e futuro dell'Asino Pantesco”, che ha rappresentato il vero climax della tre giorni: in Sala Consiliare istituzioni e scienziati hanno offerto un confronto serrato sullo stato della razza, richiamando il lavoro di recupero genetico avviato dalla Regione Siciliana negli anni Novanta e aprendo prospettive pratiche per il futuro.

Nel corso del convegno si è ribadito l'impegno a reintrodurre alcuni capi sull'isola per attività di ecoturismo, di coesione sociale e per progetti di interventi assistiti. La proposta non è solo simbolica: implica scelte concrete su gestione genetica, piani di welfare animale e integrazione con il paesaggio rurale. È stato chiaro, al centro del dibattito, che la valorizzazione dell'Asino Pantesco deve passare per politiche coordinate tra enti locali, comunità scientifica e operatori del territorio.

Italo Cucci, Presidente dell'Ente Parco Nazionale, ha annunciato l'intenzione di promuovere presso l'UNESCO una forma di riconoscimento per l'asinello pantesco, prendendo spunto dall'esempio dell'alberello. Pur sapendo che nei codici attuali dell'UNESCO non compaiono animali, Cucci ha proposto di percorrere la strada della tutela della tradizione e del ruolo sociale del bestiame nell'identità isolana, aprendo un dibattito utile su come i patrimoni immateriali possano includere pratiche e relazioni uomo-animale.

La buona riuscita dell'evento è stata il frutto di un'ampia rete di collaborazioni: l'organizzazione dell'Associazione Barbacane con il presidente Carmine Acierno, la direzione artistica di Massimo Montanari dell'Asineria Asini di Reggio Emilia e l'apporto di numerose associazioni locali e istituzioni — dal Rotary Club alle Guide del Parco, fino alle scuole e ai volontari. Questo apparato relazionale ha dimostrato come la coesione sociale possa tradursi in capacità organizzativa e in opportunità di sviluppo culturale.

A valle del festival, la valutazione politica e culturale è chiara: l'evento ha generato un impulso positivo, ma ora serve trasformare l'entusiasmo in programmi concreti. Occorrono piani di reintroduzione che garantiscano la salvaguardia genetica, risorse per la formazione degli operatori, norme chiare sul benessere animale e meccanismi di monitoraggio per evitare fenomeni di sfruttamento turistico non sostenibile. Senza queste misure, il rischio è che l'Asino Pantesco resti un'immagine simbolica anziché tornare a un ruolo realmente attivo nel paesaggio isolano.

Le parole finali di ringraziamento del Presidente del Parco hanno riconosciuto il valore del tessuto locale e dei Piccoli Rangers dell'isola, protagonisti di una stagione di socializzazione che dovrà proseguire. La sfida che resta è duplice: conservare le radici culturali dell'isola e, insieme, costruire un percorso di valorizzazione che sia scientificamente fondato, economicamente sostenibile e socialmente inclusivo. Se il Festival Pantelleria Asinabile ha messo in luce la capacità della comunità di mobilitarsi per il proprio patrimonio, il passo successivo sarà far diventare quella mobilitazione una strategia condivisa per il futuro dell'Asino Pantesco e del paesaggio pantesco.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 06 ottobre 2026

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