Salute

Scompenso cardiaco domiciliare: a Catania il convegno su reti integrate e telemedicina

Il 27 ottobre a Expomedicina la presentazione del modello Consorzio Sisifo–ASP Messina che segue 321 pazienti fragili.

26 ottobre 2026 13:20
Scompenso cardiaco domiciliare: a Catania il convegno su reti integrate e telemedicina -
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Il 27 ottobre 2026, a Expomedicina a Catania, si tiene il convegno "Dalla collaborazione alla cogestione", dedicato alle reti integrate e alla telemedicina nella presa in carico domiciliare dello scompenso cardiaco. L'evento, promosso dall'Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, pone al centro la necessità di continuità tra ospedale, territorio e domicilio.

Il modello presentato: Consorzio Sisifo e ASP di Messina

Al convegno viene illustrata l'esperienza del Consorzio Sisifo insieme all'ASP di Messina, un percorso condiviso che oggi segue circa 321 pazienti con scompenso cardiaco, molti dei quali classificati come fragili. Il modello punta a mantenere il paziente al centro di un unico percorso di cura che supera la frammentazione tra luoghi di cura.

Elementi chiave della presa in carico domiciliare

Secondo quanto riportato, il modello si fonda su tre pilastri: professionisti domiciliari che operano sul territorio, monitoraggio a distanza per riconoscere segnali di instabilità e informazioni cliniche condivise per coordinare interventi tempestivi. Questi elementi sono considerati fondamentali per ridurre le ri-ospedalizzazioni e migliorare la gestione dei pazienti cronici.

Finalità dell'incontro: valutazione e prospettive di estensione

L'obiettivo dichiarato del convegno è confrontarsi sull'esperienza raccolta, valutare i risultati ottenuti e discutere le condizioni necessarie per estendere il modello ad altri territori della Sicilia. I promotori cercano riscontri su efficacia, sostenibilità e replicabilità del percorso di cogestione.

Questioni aperte: risorse, governance e interoperabilità

Pur centrato su elementi condivisi, il modello solleva interrogativi pratici: quali risorse finanziarie e organizzative servono per scalare l'esperienza? Come sarà gestita la governance tra ospedale, servizi territoriali e soggetti del privato sociale? Ancora, la diffusione del monitoraggio a distanza richiede standard per l'interoperabilità dei dati clinici.

Formazione professionale e ruolo dei domiciliari

La diffusione del modello impone un investimento in formazione per i professionisti domiciliari e per i team ospedalieri sul coordinamento clinico. La capacità di riconoscere precocemente segnali di scompenso dipende dalla qualità del monitoraggio e dalla pronta condivisione delle informazioni tra operatori.

Privacy, sicurezza dei dati e responsabilità clinica

Il ricorso massiccio a telemedicina e a piattaforme di condivisione richiede norme chiare su privacy, sicurezza dei dati e responsabilità clinica: chi prende decisioni a distanza e con quali standard? Queste sono domande che il convegno si propone di affrontare per definire regole praticabili sul territorio regionale.

Prossimi passi e possibili impatti sul sistema sanitario locale

Durante l'incontro saranno discussi indicatori di valutazione del progetto e scenari di implementazione in altri distretti siciliani. Se confermato come efficace e sostenibile, il modello potrebbe rappresentare una risposta organizzativa alla gestione dello scompenso cardiaco in pazienti fragili, influenzando la programmazione di servizi domiciliari e investimenti in telemedicina.

Il convegno a Catania si presenta come un momento per mettere a fuoco risultati e criticità: dalla dimensione clinica alla capacità di governance, fino agli aspetti logistici e normativi. Resta da verificare se l'esperienza di 321 pazienti possa tradursi in un modello replicabile su scala regionale senza compromettere qualità di cura e sostenibilità economica.

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