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Scontro tra presidi e sindaco Lagalla sui controlli agli edifici scolastici dopo il sisma a Palermo
Scontro tra presidi e sindaco Lagalla sui controlli agli edifici scolastici dopo il sisma a Palermo
Dopo lo sciame sismico e l'evacuazione delle scuole, Anp Palermo contesta la richiesta comunale di verifiche: responsabilità e competenze al centro della polemica.
Il rientro in classe a Palermo avviene tra tensioni e polemiche dopo lo sciame sismico che da venerdì scorso ha interessato la città e la fascia costiera tirrenica, con una scossa di magnitudo 5.5 che ha determinato l'evacuazione degli istituti. Al centro del contendere c'è la richiesta del Comune e della Città metropolitana — competente sugli istituti superiori — rivolta ai dirigenti scolastici per effettuare verifiche e segnalare criticità strutturali entro scadenze (26 o 28 ottobre), una richiesta che l'Anp definisce impropria e pericolosa.
Posizioni a confronto
L'Anp Palermo (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alta professionalità della scuola) ha ribadito che ai dirigenti scolastici non competono verifiche tecniche su pilastri, travi e solai. Anna Maria Catalano, dirigente provinciale dell'Anp, ha dichiarato che "non siamo ingegneri strutturisti né tecnici edili" e che chiedere ai presidi di accertare lesioni comporta l'esposizione a "gravissime responsabilità penali e civili" oltre a mettere a rischio la sicurezza della comunità scolastica.
A sostegno dei presidi è intervenuta anche la deputata all'Ars Valentina Chinnici, che ha ricordato come la legge attribuisca agli enti locali proprietari (Comune e Città metropolitana) la manutenzione e la garanzia della sicurezza strutturale degli edifici scolastici. Chinnici ha sottolineato che le osservazioni visive non sostituiscono una verifica di vulnerabilità sismica, che richiede prove strumentali e professionisti qualificati.
Il sindaco Roberto Lagalla ha risposto definendo le critiche "con stupore" e chiarendo che la nota comunale non chiedeva ai dirigenti di certificare l'agibilità né di assumersi ruoli tecnici. Lagalla ha spiegato di aver sollecitato una "semplice ricognizione" per segnalare eventuali criticità e permettere al Comune di definire le priorità d'intervento, precisando che gli accertamenti di agibilità spettano a tecnici abilitati.
Secondo il sindaco, il Comune si assume la responsabilità degli interventi di sua competenza ma chiede la collaborazione delle scuole per avere un quadro più rapido e completo: "Nessuno vuole trasferire responsabilità", ha detto Lagalla, invitando a evitare "letture strumentali" della comunicazione e a privilegiare "serietà, responsabilità e collaborazione".
La disputa arriva dopo settimane già segnate da tensioni tra i presidi e l'amministrazione cittadina: in precedenza era scoppiato un duro confronto sulla gestione della chiusura per legionella di tre plessi dell'istituto comprensivo Virgilio Marone-Tomaselli, episodio che ha ulteriormente alimentato il clima di scontro istituzionale.
Al momento rimane aperto il nodo pratico: i dirigenti sono stati invitati a trasmettere una "conferma dell'esito" delle osservazioni entro le date indicate, mentre le verifiche tecniche di agibilità restano demandate a professionisti e agli enti proprietari. La questione pone in rilievo la necessità di un coordinamento rapido tra istituzioni, tecnici e comunità scolastica per garantire sicurezza e chiarezza nelle responsabilità, soprattutto in una fase post-sisma.