Tonino Guzzo, doppio riconoscimento: l’enologo siciliano che parte dalla vigna

Due premi istituzionali per un percorso costruito tra suolo, piante e comunità: la viticoltura di prossimità al centro del lavoro di Guzzo.

A cura di Redazione Redazione
08 ottobre 2026 11:30
Tonino Guzzo, doppio riconoscimento: l’enologo siciliano che parte dalla vigna -
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Tonino Guzzo ha ricevuto un doppio riconoscimento che mette in luce un percorso professionale radicato nella vigna prima ancora che in cantina. Winemaker dell’anno 2027 per DoctorWine e destinato al premio Miglior Enologo Italiano della Vinoway Selection 2027, Guzzo viene premiato per una pratica che privilegia la conoscenza ravvicinata delle piante e del territorio.

Premi e tappe

I due riconoscimenti avranno date di presentazione e consegna distinte: la presentazione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 è programmata per il 3 ottobre 2026 al Teatro Manzoni di Milano, mentre il premio Vinoway sarà consegnato il 15 novembre 2026, durante la Dinner with the Stars al Castello Monaci Resort di Salice Salentino (Lecce). Queste tappe sottolineano come i premi guardino sia alla rilevanza nazionale sia al valore territoriale delle pratiche premiate.

Il filo conduttore del lavoro di Guzzo è una viticoltura di prossimità: suoli, esposizioni, disponibilità d'acqua, rese e tempi di raccolta diventano le coordinate per leggere ogni vigneto singolarmente. L'approccio, come emerge dai riconoscimenti, non impone un modello unico ma punta a osservare e comprendere le potenzialità locali per tradurle in vini riconoscibili.

La formazione di Guzzo è parte integrante della sua storia professionale: formatosi alla Scuola enologica di Alba, ha mosso i primi passi in Sicilia con Tasca d'Almerita a Regaleali, dove il confronto con maestri come Lucio Tasca e Ignazio Miceli gli ha offerto strumenti per leggere il rapporto tra varietà e territorio nel momento in cui l'isola ridefiniva la propria posizione nel vino di qualità. Negli anni Novanta Guzzo ha scelto di investire in autonomia e competenze professionali, costruendo un percorso personale.

Il lavoro sui rossi resta centrale: in Sicilia occidentale Guzzo ha dedicato particolare attenzione al Perricone, nel territorio nisseno ha approfondito il Frappato, mentre il Nero d'Avola rimane un riferimento per interpretare l'identità vitivinicola isolana. Anche qui il metodo è chiaro: equilibrio delle piante, maturazione e tempistiche di raccolta guidano le scelte in vigna per ottenere vini che esprimano il territorio.

Parallela e decisiva è la ricerca sui bianchi: Grillo, Catarratto e Zibibbo (Moscato d'Alessandria) sono stati campi di sperimentazione per stili che privilegiano qualità e riconoscibilità territoriale. Sul Grillo, in particolare, Guzzo ha lavorato per orientare la gestione della pianta e della vendemmia verso una chiara identità espressiva; anche nel medesimo vigneto il valore della microvariabilità del suolo e del microclima viene messo a sistema.

Negli ultimi vent'anni il Catarratto ha assunto un ruolo centrale nel lavoro di Guzzo: l'attenzione ad altitudine, freschezza, eleganza e capacità di evolvere ha contribuito al suo riscatto rispetto all'immagine di varietà da volumi. Guzzo è tra i protagonisti del progetto ARCA (Associazione Regionale del Catarratto Autentico), che riunisce produttori impegnati a valorizzarne identità e potenzialità e a rendere leggibile la pluralità di territori e interpretazioni.

La cosiddetta "nuova frontiera" proposta da Guzzo è metodologica: conoscere in profondità ciò che la Sicilia possiede e trasformare questa conoscenza in vini precisi, riconoscibili e contemporanei. Questo approccio assume rilievo anche nel confronto con il cambiamento climatico e con una domanda di mercato orientata a freschezza e immediatezza, dove il Catarratto offre opportunità significative senza uniformare la diversità.

I premi attribuiti riconoscono la continuità di un mestiere che è ascolto del suolo, delle uve e delle persone. Le scelte in vigna, la ricerca e la responsabilità condivisa con le comunità agricole si traducono, vendemmia dopo vendemmia, in reputazione per il vino italiano. Per Guzzo la ricompensa è sia individuale sia collettiva: una conferma del valore di pratiche che mettono al centro il territorio e chi lo coltiva.

Alla luce dei riconoscimenti, il lavoro di Guzzo appare come un modello operativo cui guardano produttori e operatori interessati a una viticoltura sostenibile e territoriale. Le prossime presentazioni pubbliche e la consegna dei premi offriranno l'occasione per misurare l'eco di questo approccio nel panorama del vino italiano e per osservare come la prossimità al vigneto possa diventare leva di qualità e distinzione per l'intera regione siciliana.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 08 ottobre 2026

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