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Hub educativi a Palermo, Calabrò: «Non è click day», procedure trasparenti e personale retribuito
Hub educativi a Palermo, Calabrò: «Non è click day», procedure trasparenti e personale retribuito
L'assessora risponde alle critiche: soglie minime, commissione valutativa, 9 professionisti per hub e risorse dedicate oltre 68mila euro.
L'assessora alle Attività Sociali, Mimma Calabrò, ha difeso pubblicamente il progetto degli hub educativi annunciando che la procedura non è un "click day" e sottolineando la trasparenza del bando: ogni proposta dovrà superare un'istruttoria di ammissibilità e ottenere almeno 60 punti su 100, valutati da una Commissione dedicata. Calabrò ha inoltre precisato che ogni hub disporrà di personale retribuito e di risorse economiche specifiche, mentre i volontari saranno considerati una risorsa aggiuntiva e non sostitutiva del lavoro pagato.
Dettagli della procedura
La selezione avverrà con procedura a sportello, prevista dall'ordinamento (art. 5, comma 3, del D.Lgs. 123/1998), con criteri predeterminati e pubblici ai sensi dell'art. 12 della Legge 241/1990. Tra la pubblicazione dell'Avviso e l'apertura dello sportello è previsto un periodo di oltre due settimane per chiarimenti; lo sportello resterà poi aperto tre giorni. Calabrò ha insistito sulla natura non frettolosa della misura e sulla possibilità per gli enti di chiedere chiarimenti agli uffici prima della presentazione delle domande.
Sui criteri di valutazione, l'assessora ha annunciato che gli uffici stanno valutando l'introduzione di una soglia minima specifica per la coerenza progettuale, in modo che nessun progetto venga finanziato senza un giudizio almeno sufficiente sulla qualità delle attività proposte. La modifica, ha spiegato, è consentita dalla normativa sulle procedure a sportello e mira a garantire parità di condizioni per tutti i partecipanti.
Per quanto riguarda il personale, l'Avviso prevede obbligatoriamente nove professionisti per ogni hub: uno psicologo coordinatore, due educatori, due animatori socio-educativi, due esperti di comunicazione digitale e altre due figure professionali. Per il solo personale ciascun hub disporrà di oltre 68.000 euro. I volontari, ha rimarcato l'assessora, sono valorizzati ma non possono sostituire il personale retribuito: il Codice del Terzo Settore stabilisce limiti alla presenza del personale retribuito rispetto ai volontari e promuove la cultura del volontariato (art. 19 del Codice del Terzo Settore).
Sul funzionamento operativo, ogni hub dovrà accogliere 20-30 ragazzi in modo continuativo; in caso di rinunce verranno inseriti nuovi partecipanti e metà dei posti saranno riservati ai minori segnalati dal Servizio Sociale. Ogni progetto dovrà iniziare con due settimane obbligatorie di educativa di strada per agganciare chi fatica ad avvicinarsi ai servizi. Il collegamento del rimborso alla partecipazione effettiva, ha spiegato Calabrò, è pensato per garantire che le risorse pubbliche raggiungano i destinatari reali, non per trattare i ragazzi come numeri.
Le scelte progettuali nascono da un percorso di co-programmazione avviato ai sensi dell'art. 55 del Codice del Terzo Settore e del D.M. 72/2021, e si sono svolte nella sede prevista dalla legge: la Rete territoriale per la protezione e l'inclusione sociale del Distretto socio-sanitario 42. Alla rete partecipano amministrazioni pubbliche (tra cui ASP, CGM, USR e l'Azienda Ospedaliera Cervello - Villa Sofia), sindacati, il Centro per l'Impiego e organizzazioni del Terzo Settore. L'analisi dei bisogni presentata il 27 marzo 2026 si basa su dati ISTAT, sul lavoro statistico del Comune di Palermo e su studi come il report di Save the Children «I luoghi che contano» (maggio 2026).
Sulla questione dei ricorsi e della trasparenza, l'assessora ha riconosciuto che, come ogni procedura amministrativa, esiste la possibilità di contenzioso, ma ha ribadito che la scelta della procedura a sportello tende a ridurre i rischi di ricorso poiché i criteri sono pubblici e documentati. Calabrò ha offerto la disponibilità a illustrare l'intervento e i suoi obiettivi alla competente Commissione consiliare, sottolineando che il confronto con il Consiglio e le organizzazioni del territorio è per l'Amministrazione un metodo, non una concessione.
Infine l'appello: l'assessora ha chiesto a tutti uno sforzo di responsabilità, avvertendo che il prolungarsi delle polemiche rischia di rallentare l'avvio dei servizi che ragazze, ragazzi e famiglie attendono da tempo. Le osservazioni costruttive, ha concluso, saranno accolte e valutate, ma la priorità dell'Amministrazione resta far partire gli hub e farli funzionare bene.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 06 novembre 2026