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Mascalucia e Corso San Vito: il consigliere Genuardi fa chiarezza
Mascalucia e Corso San Vito: il consigliere Genuardi fa chiarezza
Una petizione civica per abbattere le barriere architettoniche diventa terreno di scontro politico: Genuardi chiede un Tavolo Tecnico.
A Mascalucia è polemica sulla petizione popolare "Corso San Vito Accessibile: Mascalucia a portata di passeggiata", nata come proposta per abbattere le barriere architettoniche e migliorare la vivibilità del centro storico. Quello che doveva essere un appello alla responsabilità collettiva si è trasformato, però, in un caso che intreccia cittadinanza e politica locale.
La petizione e l'obiettivo dichiarato
La richiesta alla base dell'iniziativa è semplice e chiara: rendere Corso San Vito più accessibile e sicuro per pedoni, persone con disabilità e famiglie. Il consigliere comunale Matteo Genuardi ha precisato che si tratta di un'iniziativa popolare e civica, non politica, sostenendo il valore della proposta come strumento per eliminare ostacoli fisici e migliorare la qualità della vita nel centro. La natura della petizione, secondo Genuardi, impone di ascoltare le esigenze dei cittadini e mettere in campo soluzioni concrete.
Le critiche del movimento "Si può fare"
Al centro della polemica c'è il movimento civico "Si può fare", che ha denunciato come la proposta rilanciata dal consigliere riproduca pedissequamente un'idea che lo stesso movimento aveva presentato pubblicamente il 22 luglio. Per i denuncianti si tratterebbe di una sorta di "campagna elettorale sulle spalle altrui", cioè dell'appropriazione politica di un progetto civico. Questo punto di vista introduce un elemento di sospetto sul confine tra azione civica e opportunismo elettorale.
La risposta di Matteo Genuardi
Di fronte alle accuse, il consigliere Genuardi ha ribadito "che nel post ho chiarito che non si trattasse di una mia iniziativa personale. Tra i miei doveri di Consigliere Comunale vi è quello di portare all'interno del Palazzo Comunale le istanze dei cittadini; così ho fatto, senza intestarmi alcuna paternità della proposta. È a tratti scoraggiante vedere come, a volte, un consigliere comunale che porta avanti le istanze della popolazione venga contrastato e criticato, anziché veder riconosciuto il proprio diritto e dovere. La politica che ho sposato non è finalizzata a mettere loghi o a cercare continuamente meriti: il mio unico fine è farmi portavoce dei cittadini".
La petizione citata nel post affronta in maniera diretta la questione della larghezza dei marciapiedi, evidenziando come il loro ampliamento rappresenti un miglioramento oggettivo. L’iniziativa promossa dal movimento “Si può fare”, invece, propone una visione più ampia della vivibilità del centro, prendendo in considerazione anche il verde pubblico e ulteriori interventi che meritano attenzione, confronto e approfondimento. Il consigliere ha inoltre chiarito che non esiste alcuna sovrapposizione o copiatura tra le due proposte, poiché non si escludono a vicenda, ma possono integrarsi e trovare utili punti di incontro.