Palermo: smantellate due piazze di spaccio a Sperone e Bonagia, sette indagati

Operazione del commissariato di Brancaccio: hashish, marijuana, cocaina, piantagione indoor e canale Telegram che riforniva anche studenti.

A cura di Redazione
05 novembre 2026 10:58
Palermo: smantellate due piazze di spaccio a Sperone e Bonagia, sette indagati -
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Sette indagati sono destinatari di un'ordinanza cautelare eseguita dalla polizia per un presunto traffico di hashish, marijuana e cocaina nei quartieri Sperone e Bonagia di Palermo. L'indagine, condotta dalla squadra investigativa del commissariato di Brancaccio, ricostruisce un'organizzazione con legami alla famiglia mafiosa di Roccella.

Dettagli dell'operazione

Secondo gli atti, le attività di indagine svolte tra agosto 2024 e gennaio 2025 hanno permesso di ricostruire il funzionamento del gruppo, con ulteriori sviluppi che richiamano le misure adottate nel dicembre 2025 nell'ambito di una più ampia indagine antidroga e antimafia. L'organizzazione sarebbe operativa nel mandamento di Brancaccio e sarebbe stata guidata da un soggetto ritenuto vicino alla famiglia mafiosa.

Le investigazioni avrebbero documentato la movimentazione di ingenti quantitativi di droga, in particolare decine di chilogrammi di hashish, oltre alla produzione di marijuana tramite una piantagione indoor. Le risultanze indicano approvvigionamenti strutturati e distribuzione capillare su più quartieri.

Gli agenti hanno individuato e smantellato due piazze di spaccio tradizionali, una nel Sperone e l'altra nel Bonagia, integrate da una piazza virtuale gestita tramite un canale Telegram. La rete avrebbe inoltre organizzato consegne a domicilio, attraversando aree distanti tra loro per eludere controlli.

Secondo gli inquirenti, il sistema di consegne veniva impiegato anche per rifornire studenti minorenni nelle immediate vicinanze di istituti scolastici, con contestazione delle aggravanti previste dalla legge per la cessione a minori e in prossimità delle scuole.

I sette indagati avrebbero svolto ruoli diversi nella catena logistica: dalla fornitura all'attività di vendita al dettaglio. In particolare, due degli indagati sono accusati di aver garantito importanti forniture di hashish e marijuana, anche attraverso la coltivazione nella piantagione indoor.

Il giudice ha disposto per i sette destinatari dell'ordinanza misure cautelari dell'obbligo di dimora e dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutte le contestazioni restano attualmente nella fase delle indagini e le persone interessate mantengono la presunzione di innocenza fino a eventuali condanne definitive.

L'operazione è descritta come un ulteriore sviluppo dell'attività investigativa antimafia e antidroga nella città, e le autorità locali hanno annunciato che le indagini proseguiranno per ricostruire eventuali ulteriori collegamenti e canali di approvvigionamento.

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