Rete Natura 2000, la Regione chiarisce: misure per superare l'infrazione UE, nessun impatto sui piani venatori

L'assessorato regionale precisa che gli interventi sui 229 siti seguono le linee Ue e non introducono nuovi vincoli per la caccia.

A cura di Redazione Redazione
05 novembre 2026 14:35
Notizia verificata · Fonte: regione.sicilia.it · Vedi fonti
Rete Natura 2000, la Regione chiarisce: misure per superare l'infrazione UE, nessun impatto sui piani venatori -
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L'assessorato regionale del Territorio e dell'ambiente ha diffuso una precisazione ufficiale sulle misure predisposte per la Rete Natura 2000, affermando che l'intervento mira esclusivamente al superamento della procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea nel 2015 e non comporta ricadute sulle attività venatorie.

L'azione riguarda complessivamente 229 siti regionali e, secondo la nota, le misure sono state redatte nel rispetto delle scadenze comunitarie e in coordinamento con le autorità nazionali, in particolare il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, che ha anche finanziato l'intervento. La redazione dei documenti è stata conforme alle linee guida Ue per garantire uniformità a livello nazionale.

Iter e pubblicazione

L'iter, spiega l'assessorato, ha previsto la partecipazione di enti competenti e la concertazione con il dipartimento dello Sviluppo rurale dell'assessorato regionale dell'Agricoltura, che ha curato la stesura delle misure relative a 35 siti in qualità di ente gestore di riserve naturali. Le bozze sono state pubblicate sugli albi pretori dei Comuni interessati e sul portale istituzionale regionale, per consentire l'invio di osservazioni e integrazioni da parte di associazioni e portatori di interesse.

Per 88 siti oggetto di ricorso, poi respinto, la struttura cartografica e il regime di tutela restano invariati rispetto ai decreti dirigenziali e ai decreti ministeriali che hanno già approvato i Piani di gestione e le Zone speciali di conservazione (ZSC). La modifica ha interessato soltanto la voce "Tipo sito" nel Formulario standard, con la variazione dalla tipologia B alla tipologia C per adeguamento alle direttive comunitarie.

L'assessorato sottolinea che si tratta di un aggiornamento non pianificatorio e che pertanto non introduce nuovi vincoli, prescrizioni o obiettivi di tutela; per questo motivo, secondo la Regione, l'intervento non richiedeva una ulteriore fase consultiva, fermo restando il rispetto degli obblighi di pubblicazione.

Cosa cambia per la caccia e le tutele

La Regione precisa espressamente che il Piano faunistico venatorio e i calendari venatori restano di esclusiva competenza dell'assessorato all'Agricoltura e non subiscono variazioni. La Valutazione di incidenza del Piano faunistico, si evidenzia, fa riferimento alle disposizioni già operative nei Piani di gestione dei siti Natura 2000, evitando quindi sovrapposizioni normative.

Nella nota l'assessorato conferma la propria disponibilità al confronto con le associazioni venatorie "nelle sedi istituzionali", dopo le osservazioni diffuse da alcuni soggetti del mondo venatorio che avevano espresso preoccupazione per possibili ricadute sulle attività di caccia.

La comunicazione regionale mira a riequilibrare le informazioni sul tema: da un lato ribadisce l'obiettivo amministrativo di chiudere la procedura Ue aperta nel 2015, dall'altro smentisce che le misure approvate introducano nuovi vincoli operativi per i cacciatori, indicando come interlocutori istituzionali il ministero e gli assessorati competenti.

Restano possibili sviluppi qualora emergessero nuove osservazioni tecniche o giuridiche: la Regione mantiene attiva la disponibilità a integrazioni e al dialogo istituzionale per accompagnare eventuali passaggi successivi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 novembre 2026

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