Sequestro da 700mila euro al presunto «guru» della setta di Almese

La Procura di Torino dispone il sequestro preventivo di beni e conti per 700mila euro; decine di immobili coinvolti, compresa una casa rifugio.

A cura di Redazione Redazione
06 novembre 2026 09:04
Notizia verificata · Fonte: carabinieri.it · Vedi fonti
Sequestro da 700mila euro al presunto «guru» della setta di Almese -
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Torino — La Procura della Repubblica di Torino ha disposto un sequestro preventivo in via d'urgenza per un valore complessivo stimato in circa 700.000 euro a carico del presunto «maestro» e di altri indagati coinvolti nella cosiddetta setta di Almese. L'atto, emesso durante le indagini coordinate dal Procuratore Giovanni Bombardieri, è il frutto di accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino.

Le indagini si sono concentrate sul presunto illecito arricchimento dei vertici della comunità: secondo gli inquirenti, a partire dal 2018 il sedicente guru avrebbe trasferito formalmente il proprio patrimonio attraverso una rete di prestanome e enti terzi, mantenendone il controllo occulto. Gli investigatori ritengono che tali trasferimenti siano stati effettuati con l'obiettivo di eludere le norme e sottrarre risorse al possibile recupero da parte delle vittime.

Beni sequestrati e indagini patrimoniali

  • Conti correnti, carte prepagate e un fondo pensione intestati direttamente al principale indagato, il quale risulta al momento detenuto.
  • Decine di terreni e fabbricati nei comuni di La Cassa, Viù e Givoletto (TO), riconducibili a una società agricola collegata a due degli indagati.
  • Immobili e disponibilità finanziarie intestati alla Fondazione che faceva capo alla comunità residenziale, con proprietà segnalate a Givoletto (TO), Perlo (CN), San Gregorio di Catania (CT) e Almese (TO).
  • Il contenuto di una cassetta di sicurezza presso una filiale bancaria, nella disponibilità di uno degli indagati, in cui sono stati rinvenuti gioielli, monete storiche e numerosi orologi da taschino d'epoca.

Le ricostruzioni patrimoniali hanno inoltre stimato un flusso di denaro e beni che, secondo gli investigatori, dalle vittime arrivava direttamente al presunto leader e ai suoi collaboratori sotto forma di contanti e di donazioni in natura (terreni, abitazioni, oggetti preziosi).

L'azione restrittiva mira a mettere sotto controllo l'intero patrimonio ritenuto frutto di trasferimenti fraudolenti di valori, ipotesi di reato che potrebbe integrare l'articolo 512-bis del Codice Penale. Il sequestro preventivo ha carattere cautelare e serve a preservare le risorse nell'attesa di eventuali sviluppi giudiziari.

Tra gli immobili sottoposti a sequestro figura anche una struttura che, secondo gli accertamenti, sarebbe dovuta diventare un centro di accoglienza/casa rifugio per donne vittime di violenza in provincia di Cuneo; la destinazione d'uso appariva nelle carte riconducibili alla Fondazione legata alla comunità.

I provvedimenti sono stati adottati nell'ambito delle indagini preliminari: vige la presunzione di non colpevolezza per gli indagati. Le attività investigative proseguiranno con ulteriori verifiche sui flussi finanziari, accertamenti sui prestanome e approfondimenti per individuare l'eventuale coinvolgimento di altre persone o enti.

La Procura non ha ancora reso pubblici ulteriori dettagli operativi o tempistiche per eventuali richieste di confisca; gli inquirenti hanno comunque dichiarato che l'obiettivo prioritario resta la tutela delle potenziali vittime e il recupero dei beni sottratti con modalità ritenute illecite.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 06 novembre 2026

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