Finanziaria Sicilia 2026: CdM non impugna la legge, via libera a incentivi, Super Zes e South working

Il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la finanziaria 2026: ok a misure per lavoro e investimenti, 600 mln per decontribuzione fino al 2028.

11 marzo 2026 12:28
Finanziaria Sicilia 2026: CdM non impugna la legge, via libera a incentivi, Super Zes e South working -
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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla finanziaria regionale siciliana per il 2026: il CdM ha deciso di non impugnare alcuna norma, consentendo il passaggio a Roma di misure centrali come incentivi alle assunzioni, la Super Zes e il South working.

Il presidente della Regione, Renato Schifani ha commentato la decisione sottolineando il carattere virtuoso della gestione finanziaria. "La decisione del Consiglio dei ministri di non impugnare, per il secondo anno consecutivo, la legge di stabilità e il bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Siciliana conferma il percorso virtuoso intrapreso dal mio governo...". Il presidente ha evidenziato inoltre che si tratta della terza manovra consecutiva approvata senza esercizio provvisorio, segnalando una netta inversione di tendenza rispetto al passato.

Cosa prevede la finanziaria

Al centro della manovra ci sono misure per la crescita economica e l'occupazione. Tra gli strumenti citati dalla Regione figurano la decontribuzione per le assunzioni, il South working e la Super Zes, con risorse stanziate per sostenere la loro attuazione. Il governo regionale indica un investimento complessivo di 600 milioni di euro fino al 2028 per le misure legate alla decontribuzione e al sostegno al lavoro.

La Regione ha inoltre annunciato che gli uffici erano già al lavoro per garantire la rapida attuazione delle norme approvate, con procedure e interventi operativi da mettere a punto nei prossimi mesi.

Rapporti con Bruxelles e regime de minimis

Per massimizzare l'impatto dell'intervento sul territorio, la Regione ha avviato contatti con il Dipartimento per gli Affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri e con la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea. L'obiettivo dichiarato è superare il massimale del regime de minimis di 300 mila euro per azienda nel triennio, ampliando così la portata degli aiuti e la possibilità di beneficiare delle misure da parte di più imprese.

Le interlocuzioni con i livelli nazionali e europei saranno decisive per definire i limiti, i criteri e le modalità operative che accompagneranno l'erogazione degli incentivi.

Effetti macroeconomici e prossimi passi

Secondo quanto riportato dalla Regione, le azioni messe in campo hanno ricevuto riscontro anche da agenzie di rating internazionali e avrebbero contribuito a una crescita del Pil superiore alla media nazionale, nonché al rafforzamento della solidità dei conti pubblici e alla restituzione di credibilità finanziaria alla Sicilia.

Con il mancato ricorso all'impugnazione da parte del CdM, la Regione potrà procedere verso le fasi successive di attuazione: perfezionamento delle misure da parte degli uffici regionali, definizione delle modalità operative e prosecuzione dei contatti con le autorità nazionali ed europee per eventuali autorizzazioni o modifiche normative che amplino il perimetro degli interventi.

Rimangono da monitorare i tempi concreti di implementazione e l'effettiva portata degli aiuti sul territorio, in particolare sull'occupazione e sugli investimenti nelle zone interessate dalla Super Zes e dalle altre iniziative previste.

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