Catania, firmato il protocollo triennale per la sicurezza della movida: videosorveglianza e sanzioni
Accordo pubblico-privato per prevenire atti illegali e rischi davanti ai locali: adesione volontaria, misure tecniche e monitoraggio semestrale.
A Palazzo del Governo di Catania è stato sottoscritto un Protocollo d'Intesa triennale volto alla prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo all'interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico intrattenimento danzante. L'accordo punta a creare una sinergia pubblico-privato in applicazione delle Linee Guida del Ministero dell'Interno per migliorare la sicurezza della movida cittadina.
Misure principali e meccanismi di controllo
Gli operatori che aderiranno volontariamente si impegnano ad adottare un pacchetto di misure fra cui l'installazione di impianti di videosorveglianza esterna orientati su vie di accesso e di esodo, una maggiore illuminazione di giardini e parcheggi, e l'adozione di un Codice di condotta per l'avventore che consentirà ai gestori di negare l'accesso o allontanare i trasgressori. Per la tutela dei minori è previsto il rigoroso rispetto del divieto di somministrazione di alcolici e l'apposizione di un timbro lavabile sul corpo dei ragazzi per facilitarne l'identificazione visiva.
Nei locali da ballo saranno installati conta-persone, previsti addetti alla sicurezza in rapporto alla capienza, l'uso di metal detector, la presenza di quattro addetti antincendio, corsi di primo soccorso per lo staff e l'uso di etilometri all'uscita. Le misure tecniche mirano a ridurre il rischio di assembramenti e situazioni pericolose lungo i flussi di entrata e uscita.
Soggetti firmatari, adesione e profili sanzionatori
Hanno sottoscritto il documento il Prefetto di Catania, il Questore, i Comandanti Provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, i Sindaci di Catania, Aci Castello, Giarre e Riposto, la Camera di Commercio e le rappresentanze di Confcommercio, Confesercenti, Asso esercenti, FIPE e SILB. L'adesione resta su base volontaria, ma il Protocollo prevede un chiaro impianto sanzionatorio: il mancato rispetto degli impegni o la tolleranza di situazioni a rischio comporterà l'attivazione delle procedure di decadenza dai benefici previsti dal Protocollo.
L'accordo prevede inoltre che i comportamenti virtuosi saranno valutati favorevolmente dal Questore in sede di eventuali provvedimenti di pubblica sicurezza, introducendo un meccanismo premiante per i locali che rispettano gli standard concordati.
Contrasto all'abusivismo e controlli sul territorio
Parallelamente alle misure nei locali, il Protocollo rafforza i controlli lungo le vie di afflusso e il contrasto alle organizzazioni abusive di spettacoli e ai falsi circoli privati. Le forze di polizia coinvolte intensificheranno le attività di vigilanza per arginare forme di illegalità e fenomeni che possono minare l'ordine pubblico nelle zone della movida.
Monitoraggio, tavoli tecnici e adattabilità
Per rendere l'intesa dinamica è prevista l'attivazione di tavoli tecnici periodici che coinvolgeranno direttamente gli operatori economici aderenti, creando uno spazio di dialogo per analizzare problematiche concrete. L'efficacia complessiva sarà monitorata da una Cabina di Regia istituita presso la Prefettura, che si riunirà due volte l'anno e potrà proporre adattamenti del testo sulla base delle criticità emerse.
A margine della firma il Prefetto ha sottolineato la presenza sul territorio di numerosi operatori virtuosi che già applicano rigorosamente le regole sulla sicurezza; il Protocollo intende valorizzare queste esperienze e costituire un punto di partenza per innalzare ulteriormente la qualità del sistema, offrendo alla collettività la possibilità di scegliere locali con standard certificati.
L'accordo entra in vigore in un quadro di piena conformità alla normativa vigente e alle Linee Guida del Ministero dell'Interno, ma solleva questioni pratiche su bilanciamento fra sicurezza e tutela della privacy dovuta all'uso estensivo di videosorveglianza esterna. Resta inoltre da valutare l'impatto operativo sui piccoli esercenti e la capacità dell'apparato di controllo di garantire applicazione uniforme delle misure senza creare discriminazioni tra operatori.