Droga da Reggio a Messina: 32 misure cautelari, minorenni coinvolti e 40 kg sequestrati

Operazione della Dda reggina: 31 arresti in carcere, piazze di spaccio organizzate con ruoli e ruoli e ragazzini anche sotto i 14 anni.

A cura di Redazione
27 maggio 2026 14:44
Droga da Reggio a Messina: 32 misure cautelari, minorenni coinvolti e 40 kg sequestrati -
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Nelle prime ore della mattina la Squadra Mobile di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, ha eseguito un'ordinanza cautelare nei confronti di 32 persone coinvolte in un traffico di droga che dalla periferia nord di Reggio Calabria si estendeva fino a Messina e ad altre province siciliane. Per 31 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per uno è stato disposto l'arresto domiciliare; nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente circa 40 chilogrammi di sostanze stupefacenti.

Operazione e misure cautelari

L'operazione, avviata su impulso della Dda e condotta dalla Polizia di Stato, si è concentrata su due filoni principali: una gestione dello stoccaggio e del commercio all'ingrosso nella frazione di Concessa di Catona e una piazza di spaccio organizzata nel rione Marconi, con base in un condominio di via Sbarre Superiori. Le accuse includono associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, traffico di droga e violazioni della normativa sulle armi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.

Modus operandi e aree coinvolte

Secondo le indagini, iniziate nel 2023, la droga veniva nascosta in un casolare abbandonato, confezionata sul posto e quindi distribuita non solo a Reggio Calabria ma anche a Messina, Agrigento e in altre province della Sicilia. Gli investigatori descrivono una rete con ruoli definiti e una reale suddivisione delle mansioni, dove il commercio all'ingrosso alimentava più punti di vendita locali. Nel rione Marconi sono state documentate migliaia di cessioni, con picchi giornalieri che arrivavano fino a 300 acquirenti e un giro d'affari stimato intorno ai 3.000 euro al giorno.

Coinvolgimento dei minorenni

Elemento di particolare gravità emerso dall'inchiesta è il coinvolgimento di minori, in alcuni casi anche sotto i 14 anni, impiegati in compiti operativi per il funzionamento della piazza di spaccio. Gli atti istruttori segnalano la cessione di sostanze a soggetti minorenni e a persone in condizioni di infermità o deficienza psichica, nonché la vicinanza della piazza di spaccio a una scuola primaria, circostanze che hanno pesato nelle valutazioni cautelari.

Controllo del territorio, videosorveglianza e armi

La struttura criminale avrebbe esercitato un controllo quasi totale sul condominio di via Sbarre Superiori, monopolizzando accessi e apportando modifiche strutturali all'edificio per agevolare l'attività illecita. Per prevenire i controlli delle forze dell'ordine la gestione era supportata da un sistema articolato di videosorveglianza. Nel corso delle indagini sono emerse anche notizie sulla disponibilità di armi e su episodi di estorsione legati ai cosiddetti 'cavalli di ritorno', con cittadini che avrebbero pagato per riavere automobili rubate.

Sequestri, conseguenze giudiziarie e fase processuale

L'attività investigativa ha portato al sequestro di circa 40 kg di sostanze stupefacenti di diversa natura e alla documentazione di un'organizzazione con dimensioni e modalità operative ben strutturate. La Procura di Reggio Calabria ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva. Gli sviluppi processuali e ulteriori verifiche delle responsabilità saranno determinanti per chiarire la portata dell'azione criminale e l'effettivo ruolo dei singoli coinvolti.

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