Riina, no del tribunale al ritorno in carcere: figlia e marito restano a Corleone

Il Tribunale del riesame di Firenze respinge l'appello della Procura: Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello mantengono la libertà con obbligo di dimora.

A cura di Redazione
27 maggio 2026 06:26
Riina, no del tribunale al ritorno in carcere: figlia e marito restano a Corleone -
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Il Tribunale del riesame di Firenze ha respinto l'appello della Procura di Firenze e ha deciso che Maria Concetta Riina e il marito Antonino Ciavarello non devono tornare in carcere: i due restano liberi, con l'obbligo di dimora nella loro città natale, Corleone. Entrambi sono indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La decisione del riesame riguarda l'impugnazione della Procura avverso una precedente ordinanza del Gip che aveva concesso la libertà ai due indagati imponendo però l'obbligo di dimora a Corleone. Con il provvedimento di oggi l'appello della Procura è stato respinto, confermando per il momento le misure meno gravose disposte dal Gip.

Dettagli dell'istruttoria

I magistrati fiorentini hanno già notificato a Maria Concetta Riina e ad Antonino Ciavarello l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Secondo l'accusa i due avrebbero esercitato pressioni su imprenditori del centro Italia per ottenere pagamenti, in denaro o in beni, con modalità ritenute aggravate dal vincolo mafioso. Sono difesi dagli avvocati Tiziana Dell'Anna e Francesco Oliveri.

Si tratta di una fase processuale interlocutoria: l'avviso di conclusione indagini consente alla Procura di valutare l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio, ma non equivale a una sentenza. Vale la regola della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

La vicenda ha rilevanza pubblica anche per il ruolo familiare di Maria Concetta Riina: è figlia del boss stragista Totò Riina, un elemento che accentua l'attenzione mediatica e istituzionale su ogni atto giudiziario. La scelta del tribunale di non disporre il ritorno in carcere mantiene per ora un equilibrio tra esigenze cautelari e la valutazione dei diritti difensivi.

La decisione del Tribunale del riesame è destinata a essere seguita da ulteriori atti processuali: la Procura potrà valutare strategie successive, mentre gli inquirenti proseguiranno con le indagini in corso. Per ora la misura restrittiva più grave non è stata ripristinata.

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