A Catania la nuova passerella a San Giovanni Li Cuti e i sospetti sugli sversamenti di Piazza Europa

Un post della pagina 'Inciviltà a Catania' solleva dubbi su uno scarico a pochi metri dalla nuova piattaforma e chiede chiarimenti alle autorità.

08 giugno 2026 09:30
A Catania la nuova passerella a San Giovanni Li Cuti e i sospetti sugli sversamenti di Piazza Europa - Credit Foto Inciviltà a Catania
Credit Foto Inciviltà a Catania
Condividi

Il Comune di Catania ha inaugurato una passerella a San Giovanni Li Cuti, ma un post della pagina social Inciviltà a Catania accende il dibattito sulla presenza di uno scarico nei pressi di Piazza Europa e sulla sicurezza delle acque. Il messaggio pubblicato solleva dubbi su dove siano finiti gli sversamenti e sulla reale tutela dei bagnanti, mettendo in discussione l'operazione di restituzione del mare alla città.

"Il @Comune di Catania ha inaugurato la piattaforma di San Giovanni Licuti, unica passerella rimasta su 2,6 km di litorale roccioso... Domanda: che fine hanno fatto gli sversamenti di piazza Europa?"

Il post ricorda che da sempre esiste uno scarico a piazza Europa accompagnato da un divieto di balneazione, che secondo la pagina avrebbe convissuto con i bagnanti per oltre 20 anni. Secondo la ricostruzione social, dopo l'installazione di un cancello la situazione sarebbe tornata sotto i riflettori: sarebbe emersa acqua nera e il solarium sarebbe stato rimosso per la "salvaguardia dei bagnanti".

Dettagli e punti critici

La pagina indica una distanza di 260 metri tra lo scarico di Piazza Europa e San Giovanni Li Cuti e si interroga se tale distanza sia sufficiente a rendere le acque sicure e balneabili. Nel post si fa riferimento anche a "correnti sottomarine" che, secondo l'autore, si dimostrerebbero "bidirezionali", insinuando una possibile dispersione dei contaminanti sia verso sud sia verso nord.

Il tono del messaggio è chiaramente critico e culmina con l'hashtag #PiattaFOGNA, un gioco di parole che punta il dito contro la nuova piattaforma e suggerisce una critica politica sulla gestione del litorale. Il post mette in luce sospetti di opportunismo e chiede trasparenza sull'intervento e sulle condizioni ambientali.

Sul piano tecnico, è noto che le correnti marine possono influenzare la distribuzione di inquinanti e che la valutazione della qualità delle acque richiede campionamenti e analisi di laboratorio periodici. Tuttavia, il post non riporta risultati analitici né riferimenti a bollettini ufficiali: solleva dubbi e chiede risposte, ma non fornisce dati verificabili.

Al momento il messaggio social rappresenta una segnalazione pubblica che impone due azioni elementari da parte delle autorità competenti: rendere disponibili i dati di monitoraggio delle acque e chiarire lo stato tecnico-legale dello scarico. Agenzie come ARPA Sicilia e l'amministrazione comunale sono gli enti chiamati a fornire chiarimenti sul rispetto delle normative e sulle eventuali misure di sicurezza per i bagnanti.

La vicenda, così come riportata dalla pagina social, riapre il confronto sulla gestione del litorale catanese — un tratto di circa 2,6 km tra Piazza Europa e Ognina su cui ora svetta la nuova piattaforma — e sulla necessità di conciliare interventi urbanistici con la tutela ambientale e la salute pubblica. I cittadini chiedono trasparenza: restano da attendere risposte ufficiali e dati tecnici che possano confermare o smentire le preoccupazioni sollevate.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia