Blitz "New Age": arresto a Catania nel network che collegava broker italiani e cartelli sudamericani
Operazione New Age: otto arresti tra Roma, L'Aquila, Reggio Calabria e Catania; emersi legami diretti con i Los Choneros e rotte dalla Spagna e dal Sud America.
Le autorità hanno eseguito un nuovo provvedimento nell'ambito dell'operazione "New Age", con un arresto notificato a Catania a carico di un cittadino dell'America meridionale fermato il 20 maggio. L'intervento segue i fermi disposti a fine maggio dalla Dda, che hanno portato all'emersione di un'organizzazione radicata nella Capitale e sul litorale nord laziale, con diramazioni internazionali e collegamenti in Calabria, Campania e Sicilia.
L'operazione, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha portato complessivamente all'arresto di otto persone tra Roma, L'Aquila, Reggio Calabria e il capoluogo etneo. I provvedimenti hanno consentito di ricostruire il ruolo di diversi attori: un broker dominicano indicato come l'anello di raccordo per i contatti con i fornitori esteri e per la gestione dei flussi finanziari illeciti, e un vertice operativo colombiano soprannominato il "Presidente", responsabile delle importazioni e della determinazione del prezzario della droga.
Modalità e collegamenti internazionali
Le indagini, supportate da intercettazioni, hanno evidenziato legami diretti con i vertici dei Los Choneros, la potente fazione criminale dell'Ecuador. Lo stupefacente veniva introdotto in Italia mediante due canali principali: via terra dalla Spagna, con autovetture modificate dotate di sofisticati doppi fondi, e via mare da porti sudamericani come Guayaquil, con navi che prevedevano il lancio in mare di borsoni carichi di droga da recuperare in punti prestabiliti tramite coordinate GPS.
Per le consegne mirate il gruppo utilizzava inoltre corrieri ovulatori, addestrati a ingerire numerosi involucri di cocaina per eludere i controlli aeroportuali e stradali. Le intercettazioni e i sistemi di sorveglianza investigativa hanno permesso di ricostruire sia la logistica dei trasferimenti sia i rapporti commerciali e criminali con fornitori stanziali in Spagna e in Sud America.
Catania emerge nell'inchiesta come posizione geografica strategica nel Mediterraneo orientale, elemento che ha reso il capoluogo etneo particolarmente attrattivo per il traffico internazionale. Secondo gli inquirenti, la collocazione geografica e la rete di contatti locali hanno favorito l'inserimento del territorio siciliano nella nuova filiera del narcotraffico che collega il Sud America all'Italia.
Le autorità giudiziarie hanno per ora compiuto i primi fermi e notifiche: gli sviluppi dell'inchiesta potrebbero portare a ulteriori misure cautelari e accertamenti finanziari per individuare il volume economico dei flussi illeciti. Le indagini proseguono per chiarire in dettaglio la complicità di eventuali referenti locali e per ricostruire la catena logistica che ha permesso l'importazione e la distribuzione della cocaina sul territorio nazionale.
La vicenda sottolinea il passaggio a una nuova era del narcotraffico, caratterizzata da collegamenti diretti tra broker europei e cartelli sudamericani, tecniche di trasporto sempre più sofisticate e una crescente internazionalizzazione delle reti criminali. Le forze dell'ordine mantengono aperta la pista investigativa per contrastare un fenomeno che resta fonte di profitti milionari e di potenziale destabilizzazione sociale nelle aree coinvolte.