Canicattì: 22 indagati, sequestrati pozzi e autobotti per presunta vendita di acqua contaminata
Polizia, DIGOS e Carabinieri eseguono misure cautelari reali e perquisizioni per commercio di sostanze alimentari nocive e frode commerciale.
Canicattì, 22 arresti su carta. Nella giornata odierna la Polizia di Stato del Commissariato di Canicattì, la DIGOS di Agrigento e la Compagnia dei Carabinieri di Canicattì hanno eseguito un'ordinanza applicativa di misure cautelari reali e numerosi decreti di perquisizione nei confronti di 22 soggetti. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Agrigento su richiesta della Procura della Repubblica, è l'esito di indagini coordinate dalla stessa Procura.
Le accuse. I destinatari sono indagati, a vario titolo e in concorso, per i reati di commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444 c.p.) e frode nell'esercizio del commercio (art. 515 c.p.). L'attività investigativa, condotta tra marzo e aprile 2026, ha visto il ricorso anche ad attività tecniche e ad accertamenti sul territorio.
Indagine, campionamenti e fonti di approvvigionamento
Controlli sul territorio hanno evidenziato la sistematica presenza di autotrasportatori muniti di autobotti e cisterne impegnati nel trasporto e nella distribuzione di acqua destinata a utenze domestiche e attività commerciali, spesso in assenza di autorizzazioni amministrative. I successivi campionamenti e le analisi eseguite dal personale dell'A.S.P. hanno rilevato, in più occasioni, la presenza di batteri e altri microrganismi potenzialmente pregiudizievoli per la salute umana.
Fonti non autorizzate e modus operandi. Le indagini avrebbero individuato come principali punti di prelievo due pozzi ubicati nel territorio di Canicattì, risultati privI di censimento e delle necessarie autorizzazioni. Secondo l'ipotesi accusatoria, tali pozzi sarebbero stati utilizzati quotidianamente per l'emungimento dell'acqua poi trasportata e venduta mediante autobotti e cisterne.
Sequestri e misure eseguite. In esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria sono stati preventivamente sequestrati i mezzi utilizzati per il trasporto e la distribuzione dell'acqua, nonché i pozzi individuati come fonti di approvvigionamento. Le operazioni hanno coinvolto personale della Polizia, della DIGOS e dei Carabinieri, che hanno eseguito perquisizioni e accertamenti sul posto.
Fase processuale e garanzie costituzionali. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari; in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati potrà considerarsi definitivamente accertata soltanto all'esito di una sentenza irrevocabile di condanna.
Prossimi sviluppi e tutela dei consumatori. L'Autorità Giudiziaria ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi e analisi di laboratorio per chiarire l'entità del rischio igienico-sanitario. Si attendono comunicazioni ufficiali dalle autorità competenti e si raccomanda ai cittadini di seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali per informazioni su eventuali divieti o precauzioni per il consumo dell'acqua.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 giugno 2026