Ciclista investita e uccisa a Pioppo: sorpasso in curva, 38enne accusato di omicidio stradale
Una donna di 41 anni travolta sulla Statale per Monreale: il conducente ha invaso la corsia opposta durante un sorpasso, protesta dei ciclisti.
Nicoleta Mirela Rusu, 41 anni, è morta dopo essere stata investita da un'auto sulla Statale per Monreale, nel tratto che conduce a Pioppo. Il conducente della Fiat 500 X, un uomo di 38 anni identificato con le iniziali G.L., è stato accusato di omicidio stradale per la manovra che ha provocato l'impatto.
Secondo i racconti dei tre ciclisti che viaggiavano insieme a Mirela, l'incidente è avvenuto durante un sorpasso in curva: l'auto avrebbe invaso la corsia opposta proprio mentre il gruppo sopraggiungeva. Il compagno di Mirela, che faceva parte del gruppo, è stato trasportato in pronto soccorso sotto choc; gli altri due ciclisti hanno riportato solo lievi ferite.
Solo poche ore prima della tragedia Mirela aveva ripostato sui social un commento relativo alla morte della quattordicenne coinvolta in un recente incidente a Trento, condividendo la frase: "Vogliamo tornare a casa vivi". Il post è ora citato come un beffardo monito alla sicurezza dei ciclisti sulle strade.
Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica e le responsabilità: la ricostruzione privilegia la tesi del sorpasso azzardato in curva e dell'invasione di corsia. Al momento il conducente è sotto accusa e la procedura penale è in corso; le autorità competenti stanno procedendo con gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte sul posto.
Ultimo saluto e reazioni
Diverse associazioni e gruppi ciclistici hanno già annunciato una pedalata in memoria di Mirela. Per martedì 23 giugno è prevista una messa con rito ortodosso nella chiesa di piazza San Vito, al Capo: al termine la carovana di ciclisti seguirà il carro funebre fino al porto per l'ultimo saluto. Il gruppo Mtbears Palermo, insieme alla polizia municipale, ha dichiarato che garantirà il servizio di viabilità e il presidio degli incroci durante le esequie.
L'incidente riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale e sulle condizioni di tutela dei ciclisti: negli ultimi giorni la morte di Adele Cobelli a Trento aveva già suscitato mobilitazioni e appelli alla responsabilità degli automobilisti. Le realtà associative sul territorio chiedono ora misure più incisive per prevenire simili tragedie e maggior tutela per chi usa la bicicletta come mezzo quotidiano o sportivo.