Clan Brancaccio: gip di Palermo dispone custodia cautelare notificata in carcere a sei indagati
Ordinanza eseguita in carcere nei confronti di sei persone già fermate ad aprile; la DDA contesta associazione mafiosa, estorsione e violazioni.
Nuovo colpo al clan mafioso di Brancaccio: il gip del tribunale di Palermo ha disposto la custodia cautelare in carcere, notificata ieri a sei persone già detenute dall'operazione dello scorso aprile. L'ordinanza è il seguito dell'inchiesta che aveva portato a 32 fermi.
I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo investigativo e dagli agenti della squadra mobile su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA). I reati contestati sono associazione mafiosa, estorsione e violazione della sorveglianza speciale.
Le sei persone a cui è stata notificata l'ordinanza sono:
Giuseppe Caserta, 50 anni, nato a Palermo
Mohamed Labidi, 32 anni, nato a Palermo
Filippo Marcello Tutino, 64 anni, nato a Caltanissetta
Filippo Bruno, 36 anni, nato a Palermo
Francesco Capizzi, 34 anni, nato a Palermo
Antonino Marino, 47 anni, nato a Palermo
Dettagli dell'ordinanza e dell'inchiesta
L'inchiesta culminata nel blitz di aprile avrebbe ricostruito un presunto sistema mafioso attivo nel controllo del territorio tra Brancaccio, Roccella e Sperone. Attraverso intercettazioni, pedinamenti e analisi documentali, gli investigatori sostengono di aver ricostruito ruoli e gerarchie all'interno di Cosa Nostra, collegati a episodi di estorsione, traffico di droga e riciclaggio di denaro.
Il gip, su richiesta della DDA, ha emesso la misura cautelare: la notifica è avvenuta direttamente in carcere per persone già sottoposte a custodia. È importante sottolineare che si tratta di accuse e non di condanne; gli indagati avranno diritto alla difesa e alle fasi processuali previste dalla legge.
La Direzione distrettuale antimafia proseguirà le indagini e non si escludono sviluppi o ulteriori provvedimenti. L'operazione sottolinea la continuità dell'azione delle forze dell'ordine contro le organizzazioni criminali che, secondo gli inquirenti, incidono sulla sicurezza e sull'ordine pubblico nelle aree interessate.