Medico di Messina Denaro condannato a 15 anni: il tribunale ritiene fosse consapevole
Il Tribunale di Marsala condanna Alfonso Tumbarello per concorso esterno e falso: avrebbe garantito cure a Messina Denaro sotto falsa identità.
Il medico Alfonso Tumbarello, 73 anni, è stato condannato a 15 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e falso: secondo la sentenza del Tribunale di Marsala era consapevole di garantire al latitante Matteo Messina Denaro laccesso a cure sanitarie sotto falsa identità.
La motivazione depositata dopo la sentenza del 10 dicembre 2025 ricostruisce che un "latitante della caratura di Messina Denaro" non poteva esporsi al rischio di affidarsi a soggetti ignari. Il collegio giudicante ritiene raggiunta la prova, "oltre ogni ragionevole dubbio", che Tumbarello abbia volontariamente posto in essere una condotta funzionale a consentire le cure al boss con documenti falsificati.
A sostenere laccusa è stata la Dda di Palermo con il pm Gianluca De Leo: il collegio è presieduto da Vito Marcello Saladino, con i giudici Francesca Maniscalchi e Massimiliano Alagna. La sentenza del 10 dicembre 2025 accoglie le tesi dellaccusa e ritiene esclusa la possibilità che il medico sia stato ingannato.
Secondo la ricostruzione processuale, Messina Denaro si presentava nello studio o faceva pervenire certificazioni con lalias Andrea Bonafede classe '63; Tumbarello avrebbe così garantito lassistenza a carico del Servizio sanitario nazionale per un paziente affetto da una gravissima forma di tumore. Il boss, catturato il 16 gennaio 2023 davanti alla clinica La Maddalena di Palermo, ha potuto beneficiare delle cure mentre restava latitante.
Nella motivazione viene altresì richiamata una vicenda precedente: la collaborazione con il Sisde dellex sindaco di Castelvetrano Tonino Vaccarino, che nel 2003 incontrò nello studio di Tumbarello il fratello del latitante, Salvatore. Quel contatto, con scambi di informazioni identificati nei carteggi tra i nomi in codice Alessio e Svetonio, non porto alla cattura per lestrema prudenza del boss.
La valutazione del concorso esterno
Il tribunale conclude che, pur privo di stabile inserimento nellorganizzazione, l'imputato ha fornito un apporto che non può considerarsi un mero favore personale: la condotta è stata ritenuta continuativa e ripetuta per due anni, e ha inciso sulla capacita operativa e sulla continuità dellassociazione mafiosa, consentendo al vertice di proseguire la latitanza e di esercitare funzioni di direzione e coordinamento.
Respinta la tesi difensiva che vedeva il medico come un professionista inconsapevole e esposto a un rischio non controllato di accorgersi della sostituzione soggettiva, il collegio ritiene invece accertata la piena consapevolezza di Tumbarello circa la reale identità del paziente. Le motivazioni depositate offrono larticolazione fattuale e giuridica che ha portato alla condanna del sanitario.