Operazione in Puglia: sei indagati della “Società Foggiana” colpiti da misure cautelari
Ordinanza del Gip di Bari: due presunti capi e tre affiliati accusati di associazione mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio.
Bari, 24 giugno 2026 — In un'operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato, il Gip del Tribunale di Bari ha emesso e fatto eseguire oggi un'ordinanza di misura cautelare a carico di sei indagati ritenuti appartenere alla cosiddetta "Società Foggiana". Fra gli indagati figurano due fratelli indicati come presunti "capi" e tre soggetti descritti come partecipi dell'associazione mafiosa (art. 416 bis c.p.), la cui esistenza è già stata riconosciuta da sentenze passate in giudicato.
Secondo l'atto giudiziario, a uno degli odierni destinatari sono contestati reati collegati all'uso di un'utenza telefonica clandestina nel carcere di Tolmezzo (UD) nel 2021, utilizzata per agevolare il clan Sinesi/Francavilla e per mantenere l'alleanza con il clan Li Bergolis. Le contestazioni includono, oltre all'associazione mafiosa, reati commessi con le aggravanti previste per condotte di natura mafiosa.
Ad altri due indagati sono stati contestati i reati di autoriciclaggio e riciclaggio (con aggravante mafiosa), con l'accusa di aver trasferito e reimpiegato denaro provento di reato. Le indagini evidenziano, in particolare, versamenti e investimenti nel settore edilizio per un ammontare, secondo gli inquirenti, non inferiore a €600.000 nel periodo 2012-2013, operazioni ritenute funzionali all'infiltrazione nell'economia legale locale.
Elementi e contesto investigativo
La contestazione della continuazione dell'attività mafiosa parte da tempi successivi all'indagine denominata "Corona" (2005-aprile 2016) e arriva fino all'attualità. Le indagini condotte dal ROS di Bari, dal Nucleo Investigativo di Foggia, dalla SISCO di Bari e dalla Squadra Mobile di Foggia hanno messo in luce episodi di ultrattività dell'organizzazione e nuove modalità operative.
Fra le risultanze investigative si segnalano le reazioni al tentato omicidio di Sinesi Roberto (settembre 2016), che avrebbero portato a riunioni tra esponenti della batteria Sinesi/Francavilla e dell'alleato Li Bergolis, con l'obiettivo di colpire la batteria rivale Moretti-Pellegrino. Tali incontri sono ritenuti significativi per la conferma di continuità e alleanze tra articolazioni diverse del sodalizio.
Le indagini hanno inoltre ricostruito una contesa sulla gestione della piazza di spaccio di Vieste, dove sarebbe emersa la mediazione di uno degli odierni indagati per favorire gli interessi dell'alleato Li Bergolis; nel quadro investigativo è stato citato un presunto accordo che prevedeva un "affitto" della piazza dietro il versamento di €10.000 mensili.
Gli investigatori riferiscono il pervicace mantenimento di contatti tra consociati in detenzione, sia mediante corrispondenza epistolare sia attraverso l'uso di apparati telefonici clandestini in carcere, finalizzati a mantenere rapporti con vertici detenuti in città come Siracusa, Lanciano, Terni e Palermo. In data 08.06.2026, all'atto dell'esecuzione di decreti di fermo, furono sequestrati apparati telefonici ritenuti funzionali a tali scambi.
Un elemento rilevante per l'attuale fase investigativa è la collaborazione con la giustizia avviata all'inizio del 2024 da Ciro e Giuseppe F., entrambi esponenti di vertice dell'omonima batteria: le loro dichiarazioni hanno contribuito a ricostruire assetti organizzativi, flussi di denaro e modalità d'infiltrazione nell'economia legale.
Sul piano strutturale e operativo, gli inquirenti evidenziano la presenza di una cassa comune, la suddivisione dei proventi tra le articolazioni, il ricorso alla violenza e alla disponibilità di armi, nonché la gestione consociata del racket delle estorsioni e il controllo del mercato della droga in provincia di Foggia.
Il provvedimento cautelare odierno recepisce e amplia provvedimenti provvisori emessi in precedenza dai Tribunali di Larino, Milano e Foggia, convalidando il fermo della DDA di Bari eseguito l'8 giugno 2026 a carico di tre indagati e applicando misure ad ulteriori tre soggetti.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la misura cautelare si fonda su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza) e resta di natura provvisoria. Le persone sottoposte alle indagini sono da considerarsi innocenti fino a sentenza irrevocabile e hanno diritto a formulare le proprie difese e a chiedere il riesame della misura nelle sedi competenti, come previsto dall'art. 27, comma 2 della Costituzione e dalla normativa processual-penale vigente.
Le autorità giudiziarie hanno annunciato che le indagini proseguiranno per approfondire i collegamenti territoriali, le infiltrazioni economiche e la verifica di responsabilità per specifici episodi criminosi segnalati nelle risultanze investigative. L'azione colpisce, secondo gli inquirenti, una forma di criminalità che avrebbe un impatto diretto sul tessuto imprenditoriale e sulla sicurezza del territorio foggiano, con ripercussioni sulla libera concorrenza e sull'ordine pubblico.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 24 giugno 2026