Operazione Punjabi: 8 arresti per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sequestrati 277.000€

Indagine coordinata dalla Procura di Savona su reclutamento e sfruttamento di lavoratori stranieri impiegati nel cantiere del porto di Vado Ligure.

A cura di Redazione Redazione
26 giugno 2026 10:34
Notizia verificata · Fonte: carabinieri.it · Vedi fonti
Operazione Punjabi: 8 arresti per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sequestrati 277.000€ -
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26 giugno 2026 — Territorio nazionale. Nelle prime ore di oggi il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Savona, con il supporto del N.I.L. e dei comandi locali, ha eseguito un'ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere per otto persone e il sequestro preventivo di 277.000 euro. Le misure scaturiscono da un'indagine per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro che ha coinvolto province tra cui Barletta‑Andria‑Trani, Bergamo, Brescia, Ferrara, Genova e Messina.

L'indagine ha origine da un intervento sul campo nel maggio 2025. Una pattuglia del Comando Provinciale Carabinieri di Savona era intervenuta nel cantiere edile del porto di Vado Ligure, dove si stanno realizzando i cassoni per la Nuova Diga Foranea del Porto di Genova, inserita nel programma di investimenti per infrastrutture. Allo stesso cantiere facevano riferimento lavoratori che avevano denunciato di essere stati allontanati e chiusi fuori dagli alloggi dopo essersi rifiutati di cedere parte della busta paga.

Le denunce hanno raccolto le deposizioni di 42 lavoratori stranieri, in prevalenza di nazionalità indiana. Secondo gli accertamenti, i reclutatori della società JH Costruzioni S.r.l. (Brescia) avrebbero procurato manodopera tramite i Decreti Flussi e canali clandestini, con viaggi spesso costati tra 12.000 e 15.000 euro. I lavoratori, in condizione di grave indebitamento, avrebbero dovuto restituire tra il 40 e il 60% dello stipendio, percependo al massimo 5–7 euro l'ora per turni che arrivavano a 140–250 ore mensili; in caso di rifiuto avrebbero rischiato licenziamento, perdita dell'alloggio e ritorsioni sui familiari in India.

Le condizioni abitative denunciate sono state descritte come insalubri e sovraffollate: appartamenti presi in affitto vicino al cantiere con anche 30 persone per unità, spesso con un solo bagno e una sola cucina. Emerse anche forme di falsificazione documentale: alcuni lavoratori erano muniti di falsa certificazione sulla formazione alla sicurezza per lavoratori ad alto rischio, rilasciata da società bresciane compiacenti, e di badge intestati a terze persone per l'accesso ai cantieri.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Savona, si sono avvalse di una molteplicità di attività investigative: assunzione di testimonianze, analisi della documentazione societaria e bancaria, intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati e monitoraggio delle celle, oltre a servizi di osservazione, controllo e pedinamento. L'attività è stata svolta con il contributo del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Savona, Genova e Brescia.

Provvedimenti cautelari e misure patrimoniali

  • Custodia cautelare in carcere per 8 persone (sette di nazionalità indiana e un pakistana), ritenute responsabili di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
  • Misura del controllo giudiziario per le società JH Costruzioni S.r.l. (Brescia) e RBB Solution S.r.l. (Genova), con nomina di due amministratori giudiziari per vigilare sulla gestione e garantire la regolarità delle attività.
  • Sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 277.000 euro nei confronti della società bresciana, ritenuti provento delle somme prelevate alle vittime.
  • Indagati in stato di libertà ulteriori cinque soggetti, tra cui responsabili della società genovese, persone coinvolte nell'emissione di falsi certificati sulla sicurezza e un collaboratore indiano.

Gli atti del GIP al Tribunale di Savona sottolineano la presenza di gravi indizi di reato e la necessità di provvedimenti urgenti. I provvedimenti hanno carattere provvisorio e cautelare e non implicano la formale affermazione di responsabilità: gli indagati potranno presentare la propria versione dei fatti nel corso del procedimento.

L'operazione evidenzia nodi critici nella catena di reclutamento e nell'uso di manodopera nei grandi lavori pubblici, con potenziali ripercussioni sul controllo della legalità nei cantieri e sulla tutela dei diritti dei lavoratori stranieri. Le indagini restano aperte e la Procura ha comunicato che proseguirà l'attività istruttoria per chiarire ogni profilo di responsabilità.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 26 giugno 2026

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