Otto fermi a Palermo dopo settimane di intimidazioni: kalashnikov, incendi e bottiglie di benzina

Polizia e carabinieri, coordinati dalla Dda, hanno fermato otto persone per tentata estorsione e tentato omicidio con aggravante mafiosa.

A cura di Redazione
11 giugno 2026 10:09
Otto fermi a Palermo dopo settimane di intimidazioni: kalashnikov, incendi e bottiglie di benzina -
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Polizia e carabinieri hanno eseguito la scorsa notte otto fermi disposti dalla Direzione distrettuale antimafia, raggiungendo persone ritenute responsabili di una escalation di intimidazioni, incendi e sparatorie nella periferia nord di Palermo. Le contestazioni principali sono di tentata estorsione e tentato omicidio, con l'aggravante del metodo mafioso, oltre a reati legati a furti e incendi.

Nella ricostruzione degli investigatori entrano episodi gravi avvenuti nelle ultime settimane: colpi di kalashnikov esplosi in via Don Minzoni, un agguato tra le bancarelle in zona cantieri navali che ha portato alla gambizzazione di un 37enne in via Montalbo, l'incendio di un'autovettura rubata in un autolavaggio di via Lanza di Scalea e il ritrovamento di bottiglie contenenti liquido infiammabile lasciate davanti ai lidi di Isola delle Femmine.

Dettagli dell'operazione e degli episodi ricostruiti

Secondo la Procura, nella notte tra il 29 e il 30 aprile due degli odierni fermati, a volto travisato, avrebbero esploso raffiche di kalashnikov contro un'abitazione in via Don Minzoni. In risposta, nel pomeriggio del 30 aprile, i familiari della vittima di un'estorsione avrebbero organizzato un agguato armato per colpire uno degli aggressori; in quell'azione sarebbero intervenuti tiratori e due persone che hanno svolto il ruolo di autisti su scooter. Due dei fermi notificati ieri riguardano proprio questi fatti.

Le indagini hanno inoltre collegato altre intimidazioni e danneggiamenti: un deposito della società di autonoleggio Sicily by Car in via San Lorenzo è stato preso di mira, mentre un'autorimessa in via Sferracavallo è stata crivellata da colpi che hanno leso cancelli e veicoli. Diverse attività commerciali sono state vittima di attentati o minacce, tra cui ristoranti, una pizzeria e esercizi in via Einaudi allo Zen. Una Panda rubata il 12 marzo è stata poi incendiata nell'autolavaggio di via Lanza di Scalea.

Per l'episodio dei lidi di Isola delle Femmine gli investigatori hanno acquisito immagini di videosorveglianza: il filmato mostra due giovani su una bicicletta elettrica che lasciano davanti agli stabilimenti otto bottiglie contenenti benzina. Le immagini hanno permesso di individuare e fermare i due presunti responsabili di quella intimidazione, ma gli inquirenti non escludono ulteriori coinvolgimenti e possibili sviluppi nelle indagini.

L'operazione, condotta da polizia e carabinieri sotto il coordinamento della Dda, ricostruisce una sequenza di episodi che hanno creato forte tensione in diversi quartieri e alimentato timori per il fenomeno del racket e della violenza armata. Gli investigatori hanno parlato di un quadro indiziario che potrebbe portare a nuove ispezioni e ulteriori provvedimenti nei prossimi giorni.

Le autorità giudiziarie mantengono riservate molte delle informazioni tecniche dell'inchiesta, ma hanno sottolineato che i reati contestati — tra cui tentata estorsione, tentato omicidio e furto pluriaggravato di autovettura — sono aggravati dall'elemento mafioso. Il fermo di otto persone rappresenta la risposta dello Stato a settimane di intimidazioni che hanno colpito la sicurezza urbana e l'attività economica locale.

La vicenda lascia sul tavolo questioni di sicurezza e ordine pubblico nei quartieri coinvolti: residenti e commercianti hanno denunciato un clima di paura mentre le forze dell'ordine intensificano controlli e attività investigative per ricostruire ruoli, mandanti e collegamenti tra i vari episodi.

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