Palermo: 15 denunciati e 5 aziende agricole sospese per lavoro nero e gravi violazioni della sicurezza

Operazione del Nil: 18 controlli, 43 lavoratori identificati, sanzioni per oltre 130 mila euro; proseguono accertamenti su possibili indicatori di caporalato.

A cura di Redazione
09 giugno 2026 09:08
Palermo: 15 denunciati e 5 aziende agricole sospese per lavoro nero e gravi violazioni della sicurezza -
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Palermo e provincia — In una vasta operazione contro il fenomeno del caporalato e del lavoro sommerso, i Carabinieri hanno denunciato 15 datori di lavoro e disposto la sospensione di 5 attività agricole. I controlli, effettuati in 18 aziende, hanno portato all'identificazione di 43 lavoratori, di cui 12 irregolari e 7 impiegati in nero. Le sanzioni contestate ammontano a circa 74.000 euro per violazioni amministrative e 59.000 euro per contravvenzioni penali, per un totale prossimo ai 133.000 euro.

L'operazione è stata coordinata dal Comando per la Tutela del Lavoro di Roma e condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (Nil) di Palermo, con il supporto delle stazioni carabinieri del territorio. Tutte le aziende ispezionate sono risultate irregolari sotto il profilo della sicurezza sui luoghi di lavoro, circostanza che ha motivato le denunce e le sospensioni disposte.

Dettagli delle irregolarità e sanzioni

Le violazioni più ricorrenti riscontrate durante le ispezioni includono l'omessa sorveglianza sanitaria dei dipendenti, la mancata formazione in materia di sicurezza e l'assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), obbligatorio per legge. I provvedimenti emessi comprendono denunce penali, sanzioni amministrative e la sospensione delle attività in casi di impiego di lavoratori in nero o di gravi carenze sulla sicurezza.

  • 43 lavoratori identificati: 12 irregolari, 7 completamente in nero.

  • Sanzioni amministrative: circa 74.000 €.

  • Contravvenzioni penali: circa 59.000 €.

Indagini su possibili elementi di caporalato e attività formative

Durante le verifiche non sono emersi elementi tali da configurare con certezza il reato di caporalato, previsto dall'articolo 603-bis del codice penale; tuttavia, in almeno due controlli sono stati individuati indicatori significativi che richiedono ulteriori approfondimenti investigativi. Le attività di indagine per questi casi sono tuttora in corso.

L'attività ispettiva ha avuto anche una componente formativa: il personale delle stazioni carabinieri ha partecipato a sessioni di aggiornamento curate dal Nil, mirate a riconoscere sul campo gli indicatori tipici dell'intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro, con particolare attenzione allo stato di necessità dei lavoratori e alle violazioni della loro dignità.

Le autorità hanno sottolineato l'attenzione rivolta ai lavoratori extracomunitari, spesso in condizioni di maggiore vulnerabilità e per i quali la regolarità dell'impiego può essere determinante per l'ottenimento o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Prossimi sviluppi

L'Arma ha annunciato che le ispezioni proseguiranno nei prossimi mesi e interesseranno diversi settori produttivi, non solo quello agricolo. L'obiettivo indicato è contrastare il lavoro sommerso, rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro e prevenire fenomeni di sfruttamento, con verifiche mirate e continuità operativa per consolidare le norme a tutela dei lavoratori.

Le denunce presentate e le sanzioni comminate mirano a inviare un segnale dissuasivo verso comportamenti illeciti, ma le autorità ammettono che i numeri rilevati confermano criticità diffuse che richiederanno controlli ripetuti e indagini approfondite per accertare eventuali responsabilità penali ulteriori.

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