Palermo: arrestato un 'trasfertista' delle truffe con 10.000 euro e gioielli nello zaino

La Mobile intercetta una Lancia Y: fermato sull'A19 un 44enne dopo una truffa a un'anziana, i complici telefonici restano ignoti.

A cura di Redazione
17 giugno 2026 10:39
Palermo: arrestato un 'trasfertista' delle truffe con 10.000 euro e gioielli nello zaino -
Condividi

La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 44 anni, ritenuto responsabile di una truffa aggravata consumata a Palermo: gli agenti della V^ Sezione Investigativa della Squadra Mobile hanno fermato il sospettato sull'autostrada A19 in direzione Catania, con 10.000 euro in contanti e numerosi gioielli in oro nello zaino, ancora corrispondenti agli oggetti denunciati dalle vittime.

Il raggiro

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima è stata raggiunta telefonicamente da un sedicente carabiniere che l'ha convinta, con false comunicazioni su un presunto uso fraudolento dei documenti del figlio, a far allontanare il parente dall'abitazione per andare a firmare fantomatici verbali. Approfittando della momentanea assenza, un complice in carne e ossa si sarebbe presentato alla porta e, fingendo un'ispezione, si sarebbe fatto consegnare denaro e monili che le vittime avevano già predisposto. Lo schema è quello della cosiddetta truffa dell'ispezione.

Indagini e arresto

La Squadra Mobile aveva predisposto un servizio di osservazione sui principali assi viari d'accesso a Palermo, con particolare attenzione ai veicoli provenienti dalla Sicilia orientale. Gli agenti hanno individuato una Lancia Y sospetta, seguito il conducente e annotato movimenti compatibili con l'intervento criminoso nella zona di Villa Tasca. Pochi minuti dopo la segnalazione dell'avvenuta truffa, il mezzo è stato intercettato e bloccato sull'A19: nel fondo dello zaino gli investigatori hanno trovato il bottino. La donna derubata ha riconosciuto senza esitazione il 44enne dalla fotografia mostrata dagli agenti e ha identificato i monili come propri. Il sospettato è stato arrestato e posto a disposizione dell'autorità giudiziaria; i complici telefonici sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Il fenomeno e le contromisure

Gli investigatori sottolineano che non si tratta di episodi isolati ma di organizzazioni strutturate che si spostano in Sicilia con auto a noleggio, spartendosi i ruoli tra chi orchestra la parte telefonica e chi materialmente ruba. Le vittime sono prevalentemente anziani e sole, più facilmente indotti a fidarsi di interlocutori che si presentano come autorità. La Mobile evidenzia che la strategia preventiva — osservazione delle vie d'accesso e interventi mirati — ha consentito di bloccare il sospetto mentre il bottino era ancora con lui; resta tuttavia centrale l'azione di informazione e prevenzione: nessun organo di polizia chiede al telefono consegne di denaro o gioielli per ispezioni.

La vicenda è al momento oggetto di approfondimenti investigativi: la Procura competente coordina le indagini per risalire agli autori delle telefonate e ad eventuali complicità. Come previsto dall'art. 27 della Costituzione, la responsabilità penale dell'indagato è da considerarsi presunta fino a sentenza definitiva.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia