Palermo, controlli sulla filiera del pesce: 4 lavoratori in nero, sequestri e sanzioni per 80mila euro

Ispezioni Nas e Nil nel capoluogo: 200 kg di alimenti distrutti, tre titolari denunciati e un'attività sospesa.

A cura di Redazione
11 giugno 2026 12:58
Palermo, controlli sulla filiera del pesce: 4 lavoratori in nero, sequestri e sanzioni per 80mila euro -
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I carabinieri del Nas e le squadre del Nil hanno intensificato i controlli lungo la filiera del prodotto ittico a Palermo, rilevando complessivamente 4 lavoratori in nero, la denuncia di titolari di tre attività e sanzioni per circa 80 mila euro. Sono stati inoltre sequestrati e avviati alla distruzione due quintali di alimenti giudicati non idonei al consumo umano.

I militari hanno eseguito le ispezioni nel capoluogo palermitano senza fornire i nomi delle attività interessate; una delle strutture è stata temporaneamente sospesa. Le autorità hanno disposto la distruzione immediata di circa 200 kg di prodotto ritenuto non conforme agli standard igienico-sanitari.

Irregolarità riscontrate

  • Mancata applicazione delle procedure di autocontrollo HACCP e carenze nelle modalità di conservazione del prodotto.

  • Assenza di registrazione sanitaria delle macchine per il ghiaccio utilizzate nelle attività.

  • Lacune nella tracciabilità degli alimenti, con documentazione incompleta o assente.

  • Ampliamenti dei locali effettuati in modo abusivo, senza le necessarie autorizzazioni.

Le irregolarità nodecano direttamente alla sicurezza alimentare: le carenze segnalate dalla Prefettura e dal Comando hanno messo in evidenza possibili rischi per la salubrità degli alimenti e la corretta informazione al consumatore.

Concomitanti alle verifiche igienico-sanitarie, il Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) ha controllato le posizioni dei dipendenti in alcune imprese del settore, individuando quattro persone prive di contratto o di qualsiasi documento che giustificasse la loro presenza. In alcuni casi sono emerse anche la mancata formazione del personale e l'omessa sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro.

A seguito delle ispezioni sono scattate le denunce a carico dei titolari di tre attività; le contestazioni riguardano sia la sfera amministrativa che quella penale per le carenze riscontrate. Le sanzioni amministrative complessive ammontano a circa 80 mila euro, somma comunicata dal Comando al termine degli accertamenti.

Il Comando dei carabinieri ha sintetizzato le motivazioni dell'intervento con la frase 'Carenze igieniche e niente tracciabilità', sottolineando la necessità di garantire sicurezza alimentare e corrette pratiche di lavoro nel settore della ristorazione.

Le attività ispettive rientrano in un piano più ampio di monitoraggio rivolto alla ristorazione e alla filiera del pesce: sono previste ulteriori verifiche e possibili azioni amministrative o giudiziarie in caso di nuove violazioni. Le autorità invitano gli operatori a regolarizzare la documentazione e i processi per tutelare consumatori e lavoratori.

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