Palermo, droga e cellulari a Pagliarelli: il gup condanna agenti e detenuti

Il gup ha inflitto pene per reati legati a un traffico di droga e telefonini dentro il carcere Pagliarelli; inchiesta partita dal ritrovamento di un cellulare.

A cura di Redazione
11 giugno 2026 07:34
Palermo, droga e cellulari a Pagliarelli: il gup condanna agenti e detenuti -
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Nel carcere Pagliarelli di Palermo il giudice per l'udienza preliminare ha pronunciato sentenze contro diversi imputati ritenuti responsabili di aver favorito un traffico di droga e l'introduzione di cellulari in cella. I condannati avevano scelto il rito abbreviato, ottenendo lo sconto di un terzo della pena.

L'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha coperto il periodo da settembre 2023 ad aprile 2025 e è partita dal ritrovamento di telefoni e dalla scoperta di un traffico di sostanze stupefacenti all'interno del penitenziario. Le indagini si sono concretizzate anche in un blitz eseguito lo scorso anno dai carabinieri del comando provinciale di Palermo con la collaborazione della polizia penitenziaria.

Dalle attività investigative è emerso che alcuni detenuti esercitavano un forte potere interno, con atti di violenza e spedizioni punitive. Tutto ciò — secondo gli inquirenti — è stato reso possibile dalla connivenza o dalla debole resistenza di alcuni agenti penitenziari, comportamenti che hanno generato una situazione di pericolo per i colleghi più onesti e per i detenuti privi di protezioni.

Dettaglio delle condanne

Di seguito le pene riportate al termine del rito abbreviato (come comunicate dagli atti giudiziari):

  • Andrea Corrao: 7 anni e 8 mesi

  • Francesco Paolo Cardinale: 4 anni e 4 mesi (tra gli imputati risultano anche ex agenti della polizia penitenziaria)

  • Giuseppe Volpe: 8 anni e 10 mesi

  • Franco Filizzola: 7 anni e 4 mesi

  • Joseph Messina: 4 anni, 5 mesi e 10 giorni

  • Vincenzo Cannariato: 8 anni, 10 mesi e 20 giorni

  • Antonio Messina: 5 anni e 10 mesi

  • Filippo Miranda: 6 anni e 10 mesi

L'accusa di associazione a delinquere, secondo quanto riportato dagli atti, non ha retto nel corso del procedimento per alcuni capi d'imputazione.

Al momento le condanne si riferiscono ai soggetti che si sono avvalsi del rito abbreviato; non sono riportati nel fascicolo aggiornamenti su eventuali impugnazioni o sviluppi processuali successivi. Restano al centro delle verifiche le responsabilità sul ruolo svolto dagli agenti penitenziari e l'impatto sulla sicurezza interna del carcere, oltre alla tutela dei detenuti più vulnerabili.

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