Palermo, polemica su pista ciclabile sui marciapiedi di viale Michelangelo: Randazzo chiede stop e revoca dell’assessore
Il consigliere Antonino Randazzo definisce 'assurdo' il progetto di pista ciclabile sui marciapiedi e sollecita un confronto pubblico e la revoca dell'assessore.
Antonino Randazzo, consigliere comunale di Palermo, ha criticato con durezza l'ipotesi di realizzare una pista ciclabile ricavata sui marciapiedi di viale Michelangelo, definendo il progetto 'assurdo' e chiedendo l'immediato stop e l'apertura di un confronto pubblico. La nota, resa pubblica tramite stampa, mette in discussione le scelte dell'Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla e dell'assessore alla Mobilità Maurizio Carta.
Randazzo sottolinea come non si tratti di un episodio isolato: secondo il consigliere, la città ha già assistito alla realizzazione di linee ciclabili tracciate sui marciapiedi in aree come via Libertà e via Lincoln, interventi che — a suo avviso — si sono rivelati «impraticabili, inutili e incapaci di incentivare realmente l'uso della bicicletta». La critica si concentra sul presunto danno arrecato ai pedoni, ai quali verrebbe sottratto spazio, e sull'uso di risorse pubbliche per opere considerate di facciata.
Nel documento Randazzo chiede che il progetto su viale Michelangelo venga bloccato e che si avvii un confronto pubblico sulle priorità della mobilità cittadina. Il consigliere sollecita inoltre il sindaco Lagalla a valutare la revoca dell'incarico all'assessore Maurizio Carta, imputandogli responsabilità politiche per «errori, ritardi e scelte sbagliate» in tema di infrastrutture per la mobilità.
La polemica apre interrogativi su due fronti: da un lato la qualità dei progetti e della progettazione urbana, dall'altro la destinazione delle risorse pubbliche. Randazzo avanza la richiesta che i fondi siano impiegati per interventi ritenuti più urgenti dalla cittadinanza, come la riqualificazione di marciapiedi «da anni impraticabili e distrutti» e la realizzazione di piste ciclabili veramente sicure e funzionali.
Da parte dell'Amministrazione comunale non è riportata nella nota una replica ufficiale alle accuse contenute nella dichiarazione del consigliere. La vicenda, tuttavia, potrebbe determinare una tensione politica sul tema della mobilità, con possibili ripercussioni sulle scelte progettuali future e sul ruolo dell'assessore alla Mobilità.
In attesa di un confronto pubblico sollecitato dallo stesso Randazzo, restano sul tavolo le domande centrali poste dalla critica: la nuova pista favorirà davvero gli spostamenti in bicicletta o controllerà solo i chilometri 'sulla carta'? E quale sarà l'effetto concreto sui pedoni e sulla sicurezza urbana lungo viale Michelangelo?
Fact Check
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Verificato il: 18 giugno 2026