Rider in Sicilia, Zacco: apprezzamento per la norma sul caldo ma serve compensazione per il reddito
Il consigliere Ottavio Zacco chiede misure bilanciate: tutelare la salute dei rider evitando la perdita di reddito nelle ore più calde.
Il consigliere comunale Ottavio Zacco ha espresso apprezzamento per il provvedimento della Regione Siciliana volto a limitare le attività all'aperto nelle ore più calde per tutelare la salute dei lavoratori, ma ha avvertito che la misura può causare perdite economiche significative per i rider e i lavoratori autonomi.
Secondo Zacco, la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro è un principio fondamentale da difendere, soprattutto in un contesto climatico sempre più soggetto a ondate di caldo estremo che rappresentano un serio rischio per chi lavora su strada.
Molti dei lavoratori coinvolti, rimarca il consigliere, operano con partita IVA o contratti che non garantiscono una copertura economica durante la sospensione dell'attività: «se non lavorano, semplicemente non incassano». Zacco sottolinea che la fascia del pranzo è spesso cruciale per il fatturato giornaliero delle attività di delivery, arrivando in alcuni casi a incidere fino all'80% degli introiti della giornata, con conseguente rischio di una vera e propria perdita secca per professionisti già fragili dal punto di vista reddituale.
Le richieste
Zacco auspica che la Regione, insieme alle istituzioni competenti, alle associazioni di categoria, alle piattaforme di consegna e alle rappresentanze dei lavoratori, individui una soluzione equilibrata: proteggere la salute dei rider e garantire condizioni di lavoro sicure, prevedendo al contempo forme concrete di ristoro, rimborso o compensazione economica per chi perde la possibilità di lavorare durante le ore bloccate.
Il consigliere ribadisce che la sicurezza sul lavoro non può essere messa in discussione, ma che questa garanzia non deve tradursi nel trasferimento dell'onere economico sui lavoratori più esposti. «L'obiettivo deve essere uno solo: garantire dignità, salute e reddito, senza contrapporre il diritto alla sicurezza con il diritto al lavoro», conclude Zacco.
La dichiarazione del consigliere apre la strada a un confronto tra istituzioni, piattaforme e rappresentanze sindacali per definire strumenti di tutela che coniughino salute pubblica e sostenibilità economica per i lavoratori del delivery.
Fact Check
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Verificato il: 23 giugno 2026