Rogo al pub Farmacia Alcolica: tre arresti e misure cautelari per quattro indagati a Palermo

La squadra mobile ricostruisce il rogo doloso alla Kalsa: telecamere e intercettazioni avrebbero individuato mandante, esecutori e reati associati.

A cura di Redazione
26 giugno 2026 10:14
Rogo al pub Farmacia Alcolica: tre arresti e misure cautelari per quattro indagati a Palermo -
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Nella notte di agosto 2024 un incendio doloso ha danneggiato l'ingresso del pub Farmacia Alcolica, in via Alloro, nel quartiere Kalsa di Palermo. Oggi la squadra mobile ha eseguito un'ordinanza cautelare nei confronti di quattro indagati, con tre arresti e altre misure restrittive, accusati a vario titolo di incendio, estorsione e ricettazione.

Secondo gli investigatori della quinta sezione della squadra mobile, le indagini sono partite subito dopo il rogo, ritenuto fin da subito di natura dolosa. Le attività tecniche e operative hanno permesso di ricostruire il percorso degli indagati la notte dell'incendio e di risalire all'autovettura utilizzata, grazie all'analisi delle telecamere di sorveglianza e alle intercettazioni telefoniche.

I quattro destinatari dell'ordinanza sono identificati come Giuseppe Terranova (34 anni), Vincenzo Romeo (48 anni), Benito Morana (52 anni) e Francesco Damiani (61 anni). I primi due sono stati portati in carcere, il 52enne è stato posto ai domiciliari, mentre per il 61enne è stato disposto l'obbligo di dimora e la presentazione alla polizia giudiziaria.

Gli investigatori ritengono che il presunto mandante sia il 61enne, un ex socio dell'attività commerciale, mosso da una presunta vendetta per la mancata possibilità di rientrare nell'investimento iniziale. Sempre secondo la ricostruzione, il 61enne avrebbe incaricato il 34enne, che a sua volta si sarebbe avvalso dell'aiuto del 48enne, ritenuto l'autore materiale dell'incendio.

Ai quattro sono contestati ruoli distinti: il 34enne dovrà rispondere dei reati di incendio, estorsione e ricettazione; il 48enne e il 61enne sono indagati per incendio; il 52enne è chiamato a rispondere di ricettazione. Il quadro accusatorio è sostenuto da riscontri investigativi quali il sequestro degli abiti indossati la notte del rogo e la captazione dei dialoghi tra gli indagati.

Nel corso delle indagini è emersa anche la responsabilità del 34enne in un episodio di cavallo di ritorno: a una donna palermitana, derubata dell'autovettura, sarebbe stata chiesta una somma per riottenere il mezzo. La vettura sarebbe stata poi in possesso o comunque acquisita da due degli indagati, fatto che ha portato all'accusa di ricettazione.

Dalla questura si sottolinea che l'attività investigativa, basata su immagini e intercettazioni, ha consentito di chiarire i rispettivi ruoli e di evitare margini di dubbio sull'operato degli indagati. L'istruttoria prosegue con l'acquisizione di ulteriori riscontri e con gli atti che saranno trasmessi all'autorità giudiziaria competente.

I fatti, le misure cautelari e le accuse rappresentano al momento l'esito dell'attività investigativa; ogni soggetto mantiene la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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