Sigonella e 'Epic Fury': Rutte parla di 500 decolli Usa dall'Italia, Roma definisce la ricostruzione "fallace"

Dopo le parole del segretario Nato su 500 voli Usa da basi italiane, Difesa e Bruxelles precisano: assistenza solo logistica, Roma annuncia relazione alle Camere.

A cura di Redazione
25 giugno 2026 10:09
Sigonella e 'Epic Fury': Rutte parla di 500 decolli Usa dall'Italia, Roma definisce la ricostruzione "fallace" -
Condividi

L'intervista del segretario generale della Nato, Mark Rutte, a Fox News ha riacceso il dibattito politico in Italia dopo l'affermazione che almeno 500 aerei statunitensi sarebbero decollati da basi americane sul territorio italiano, inclusa la base siciliana di Sigonella, per sostenere l'operazione statunitense "Epic Fury" scattata il 28 febbraio 2026. Le parole di Rutte non precisano se la cifra indichi velivoli distinti o il totale dei decollo/sortie, lasciando aperte interpretazioni e rilanci mediatici.

Fonti ufficiali della Nato da Bruxelles hanno in seguito corretto e precisato che le dichiarazioni del segretario intendevano evidenziare la conformità dell'Italia agli accordi in vigore e la natura del supporto fornito, definendo l'assistenza come di tipo logistico. Il ministero della Difesa italiano ha replicato definendo la ricostruzione di Rutte «fallace», sottolineando che "Epic Fury" resta un'iniziativa esclusivamente americana e che i decolli contestati hanno riguardato missioni di supporto tecnico e logistico, non operazioni offensive lanciate dal suolo italiano.

Il chiarimento istituzionale richiama i trattati bilaterali che escludono espressamente la possibilità di lanciare attacchi o raid di guerra dalle basi italiane: una distinzione che il governo ha evidenziato per rassicurare sul rispetto degli obblighi nazionali e internazionali. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato che l'esecutivo riferirà alle Camere "con la massima trasparenza" per chiarire i dettagli e ricostruire la sequenza dei fatti.

La polemica ha rapidamente assunto toni politici: il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico hanno chiesto un'informativa urgente in Parlamento per verificare la corrispondenza tra le affermazioni di Rutte e la linea ufficiale dell'Italia. Le tensioni si inseriscono in un contesto diplomatico già compromesso dalle recenti critiche dell'amministrazione statunitense, guidata dal presidente Donald Trump, sul livello di coinvolgimento di Roma nelle misure contro il regime di Teheran.

Sullo scacchiere locale, la Cgil Sicilia ha espresso condanna netta e chiesto al presidente della Regione, Renato Schifani, di sollecitare chiarimenti al governo nazionale. Il sindacato ha parlato di un potenziale "oltraggio alla Sicilia pacifista" e ha richiamato la mobilitazione dell'11 aprile davanti alla base di Sigonella, sottolineando il diritto dei cittadini a sapere cosa accade sul proprio territorio e criticando il silenzio delle istituzioni regionali.

Restano aperti nodi informativi significativi: la precisione numerica dei "500 decolli", la natura esatta delle missioni svolte dalle basi italiane e il quadro delle comunicazioni tra Washington, Bruxelles e Roma. Il governo ha annunciato il probabile ricorso a sessioni parlamentari e audizioni per fornire chiarimenti; nel frattempo la vicenda rimane elemento potenzialmente destabilizzante nei rapporti italo-statunitensi e nell'opinione pubblica locale riguardo all'uso delle infrastrutture militari.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia