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110 e lode al primo laureato del Polo Universitario Penitenziario di UniCT
110 e lode al primo laureato del Polo Universitario Penitenziario di UniCT
Giuseppe B., detenuto ad Augusta, ha conseguito la laurea con 110 e lode: istituzioni e tutor al centro di un percorso di inclusione.
Il 21 luglio 2026, nell'aula magna del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell'Università di Catania, Giuseppe B., 31 anni e attualmente detenuto nella casa di reclusione di Augusta, ha conseguito la laurea in Scienze e tecnologie per la ristorazione e la distribuzione degli alimenti mediterranei con votazione 110 e lode. Si tratta del primo laureato del Polo Universitario Penitenziario (PUP) di Unict e di un evento che l'ateneo ha definito simbolo del diritto allo studio e della possibilità di riscatto sociale.
Alla seduta di laurea, consentita in presenza grazie all'autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza e al supporto del personale della casa di reclusione di Augusta, erano presenti il rettore Enrico Foti, il direttore del Di3A Mario D'Amico e la presidente del corso di studi Elisabetta Nicolosi, a conferma del valore istituzionale dell'evento. Il rettore ha sottolineato come «il successo di un'università non si misura soltanto nei titoli che conferisce, ma anche nelle vite che contribuisce a cambiare», evidenziando il ruolo del PUP come strumento di inclusione e responsabilità sociale.
Il neo-laureato ha discusso una tesi su "L'utilizzo di coagulanti vegetali per la produzione di formaggi", sotto la guida della relatrice Cinzia Randazzo. Nella premessa della tesi, Giuseppe ha rivolto ringraziamenti a tutte le figure che hanno accompagnato il suo percorso: dai docenti e tutor alle istituzioni penitenziarie, fino ai familiari, definendo il percorso come una crescita sia culturale sia personale.
Il risultato è frutto di un lavoro collettivo che ha visto l'impegno del team accademico composto dai professori Teresa Consoli, Fabrizio Siracusano, Daniela Ferrarello e Ignazio Blanco, del dirigente dell'Area della Didattica Giuseppe Caruso e del personale tecnico-amministrativo (Antonina Caudullo, Salvo Garozzo, Domenico Morselli). Fondamentale è stato anche il ruolo dei tutor senior e dei tutor junior, indicati come figure chiave di accompagnamento quotidiano per gli studenti detenuti.
Il Polo Universitario Penitenziario di Catania
Il Polo universitario penitenziario (PUP) dell'Università di Catania è uno dei quattro attivi in Sicilia e rientra nei 54 presenti in Italia. I PUP sono istituiti in raccordo con gli atenei territoriali e hanno la missione di garantire il diritto allo studio alle persone private della libertà personale, offrendo opportunità di formazione, reinserimento sociale e crescita. L'accordo che regola le attività dei PUP siciliani è stato sottoscritto nel 2021 e rinnovato nel 2024, con finanziamenti dell'Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana.
Nell'anno accademico 2025/2026 il Polo di Catania conta 61 studenti iscritti, provenienti da sette istituti penitenziari e distribuiti su dieci corsi di laurea, elemento che conferma la crescita del progetto e la sua funzione di punto di riferimento nell'offerta formativa rivolta alle persone detenute. Le attività attive includono orientamento, tutoraggio personalizzato, fornitura di materiali didattici e seminari, sempre in stretta sinergia con le istituzioni penitenziarie per superare le sfide logistiche e tecnologiche del contesto carcerario.
La cerimonia ha messo in luce non solo il traguardo individuale di Giuseppe, ma anche il valore delle collaborazioni istituzionali: dal Magistrato di Sorveglianza alla Direzione della Casa di Reclusione di Augusta, passando per il Comandante di Reparto, il personale della Polizia penitenziaria, l'area educativa e l'équipe degli psicologi. Un ringraziamento specifico è stato rivolto a Emilia Spuches, referente del PUP all'interno dell'istituto.
Nel suo intervento il rettore Foti ha evidenziato come l'esperienza dimostri che «quando le istituzioni lavorano insieme possono generare un valore che supera il singolo percorso individuale e produce un beneficio per l'intera comunità». Alla luce di questo primo titolo conferito dal Polo, l'ateneo rilancia l'impegno per consolidare le attività formative rivolte alle persone detenute e per garantire che la conoscenza sia un'opportunità reale di dignità e prospettiva per il futuro.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 21 luglio 2026