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Pfizer Catania, stop a 'Pen' e siringhe: scatta l'allarme esuberi, chiesto tavolo di crisi
Pfizer Catania, stop a 'Pen' e siringhe: scatta l'allarme esuberi, chiesto tavolo di crisi
La Regione sollecita un tavolo ministeriale dopo lo stop produttivo; istituzioni locali chiedono chiarezza e tutela per i lavoratori.
L'annuncio dello stop definitivo alla produzione di «Pen» e siringhe Mtx nello stabilimento Pfizer di Catania ha acceso un allarme sociale e politico sull'eventualità di esuberi e sul futuro di un polo farmacologico considerato strategico per l'isola e per il Paese. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha già sollecitato l'intervento del governo nazionale.
Schifani ha contattato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, chiedendo "l'attivazione di un tavolo di crisi ministeriale"; secondo il presidente regionale, il ministro "si è impegnato a convocarlo entro il mese di luglio". Per Schifani ora è essenziale che l'azienda chiarisca le proprie prospettive e che le istituzioni lavorino insieme per tutelare i lavoratori, le loro famiglie e il sito produttivo.
Tavolo di crisi e reazioni istituzionali
La presa di posizione del presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, definisce lo spettro dei possibili tagli un "campanello d'allarme a tutti i livelli istituzionali". Pur ritenendo l'attivazione del tavolo un passo importante, Galvagno chiede chiarezza sulle intenzioni di Pfizer e invita l'azienda a non chiedere ulteriori sacrifici a persone che, a suo dire, hanno dimostrato impegno e dedizione.
Sulla stessa linea si è espresso il senatore Salvo Pogliese (Capogruppo in Commissione Industria di Fratelli d'Italia), che ha chiesto di elevare la vertenza catanese a rilevanza politica e industriale nazionale. Pogliese ha definito "paradossale e profondamente ingeneroso" chiedere alle maestranze sforzi per riaprire reparti destinati alla chiusura, rivendicando per i lavoratori catanesi diritto a chiarezza, rispetto e prospettive reali.
Dalla notizia del blocco produttivo emergono subito due priorità indicate dagli esponenti istituzionali: ottenere dal gruppo farmaceutico risposte concrete sulle motivazioni della sospensione e definire misure di tutela occupazionale attraverso il tavolo di crisi ministeriale. Le istituzioni locali puntano inoltre a preservare il ruolo del sito nella filiera farmaceutica nazionale.
Il calendario politico segnala che il ministro Urso si è reso disponibile a convocare il tavolo entro luglio; resta però da stabilire l'ordine del giorno, la partecipazione delle rappresentanze sindacali e quali soluzioni operative verranno proposte qualora l'azienda confermi la volontà di procedere con tagli o riconversioni produttive.
In attesa della convocazione ministeriale, la vicenda mantiene alta la tensione sociale a Catania: i politici locali hanno già posto la questione come priorità, sottolineando la necessità di un confronto rapido e trasparente con Pfizer per scongiurare impatti occupazionali rilevanti e tutelare un presidio industriale considerato cruciale per l'industria farmaceutica italiana.