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Torre Faro chiede interventi urgenti dopo la morte di Giulia Scimone: più controlli e dispositivi anti‑velocità in via Circuito
Torre Faro chiede interventi urgenti dopo la morte di Giulia Scimone: più controlli e dispositivi anti‑velocità in via Circuito
Il movimento 'Partiamo da qui' invia una PEC al Comune, Prefetto e vigili: pattugliamenti notturni e sistemi di rallentamento su via Circuito.
La frazione di Torre Faro chiede risposte immediate dopo la morte della sedicenne Giulia Scimone, travolta da una moto il 28 giugno. Il movimento civico "Partiamo da qui" ha inviato una PEC a Palazzo Zanca, al Prefetto e al Comando della polizia municipale sollecitando un piano straordinario di controlli e la presenza fissa delle forze dell'ordine in via Circuito, luogo dell'incidente.
Richieste al Comune e alle autorità
Nella missiva, firmata dal delegato alla Sesta Circoscrizione Raffaele Costa, si chiede in particolare l'intensificazione dei servizi di pattugliamento e controlli del territorio con focus sulle fasce orarie serali e notturne dei fine settimana. I firmatari chiedono inoltre di conoscere quali provvedimenti urgenti intenda adottare l'Amministrazione Comunale, in coordinamento con la polizia municipale e le altre forze dell'ordine.
Il movimento sollecita anche interventi di ingegneria stradale: la progettazione e l'installazione di sistemi di rallentamento della velocità a effetto ottico, acustico o tramite dossi artificiali, compatibilmente con i dettami del codice della strada, lungo l'intero rettilineo di via Circuito.
Secondo la missiva, si tratta di risposte ritenute necessarie per imporre la moderazione della velocità ai motoveicoli e a tutti i mezzi in transito, a tutela della pubblica incolumità.
Il documento sottolinea che la richiesta non nasce dall'episodio isolato: i residenti avrebbero inoltrato plurime e reiterate segnalazioni, lamentando un diffuso sentimento di insicurezza rispetto alla propria incolumità e a quella dei pedoni. Nel testo si segnala che il rettilineo di via Circuito sarebbe «sistematicamente utilizzato come pista di velocità», in particolare da conduttori di motoveicoli e ciclomotori che sviluppano velocità incompatibili con la tipologia dell'arteria e la presenza di attraversamenti pedonali.
Il tono della richiesta invoca un pugno duro contro comportamenti illeciti e una sinergia tra istituzioni per la prevenzione e il contrasto dei conduttori che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica. Viene chiesta anche la verifica di fattibilità tecnica e normativa per gli interventi proposti e, implicitamente, tempi certi per la loro attuazione.
Al momento del documento pubblico non sono riportate nella missiva risposte ufficiali dell'Amministrazione Comunale né dettagli su un cronoprogramma degli interventi; resta aperta la richiesta di trasparenza sulle misure che Comune, Prefettura e polizia municipale intendono adottare.
La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico le misure per la sicurezza stradale nelle aree costiere e nei quartieri periferici: tra soluzioni tecniche, pattugliamenti mirati e campagne di sensibilizzazione, la comunità locale chiede interventi concreti per evitare il ripetersi di eventi tragici come la morte della giovane Giulia.