Festa di Sant'Agata, 17 agosto a Catania: devozione popolare soffocata dalle restrizioni

La celebrazione per i 900 anni delle reliquie si è conclusa tra transenne, caldo e famiglie costrette ad andarsene.

18 agosto 2026 07:50
Festa di Sant'Agata, 17 agosto a Catania: devozione popolare soffocata dalle restrizioni -
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La serata del 17 agosto a Catania si è chiusa con un senso di amarezza più che di festa. Quella che avrebbe dovuto essere una commemorazione dei 900 anni dal ritorno delle reliquie di Sant'Agata si è trasformata in un corteo di divieti: niente processione a spalla, niente folla libera in piazza Duomo e molti fedeli costretti a restare fuori dalle transenne.

La decisione delle autorità di limitare gli accessi e di delimitare rigidamente il percorso ha provocato il malcontento di numerose famiglie, che hanno preferito andarsene anziché affrontare gli ostacoli. Testimonianze raccolte tra la folla raccontano di troppi steccati, troppi uomini incaricati di imporre il tracciato e di un'accalcamento che ha reso difficile la partecipazione serena di chi voleva soltanto pregare o vedere le reliquie.

Molti presenti hanno sottolineato come l'unico momento davvero significativo sia stato la grande marea di uomini e donne catanesi radunatisi fuori dalle barriere per aspettare le sacre reliquie. La devozione popolare, secondo i testimoni, è rimasta viva e tangibile, nonostante la percezione che la festa sia ormai gestita più dalle autorità che dalla comunità.

Tra le lamentele è emersa anche l'assenza di elementi tradizionali ritenuti fondamentali dalla gente, come la Candelora, che a detta di alcuni avrebbe dato un valore rituale mancato alle celebrazioni. Non sono mancati rimpianti per gesti e percorsi che, raccontano gli anziani, una volta caratterizzavano una festa "di popolo" e non delle istituzioni.

Contesto storico

La celebrazione di ieri era dedicata al nono centenario del ritorno a Catania delle reliquie di Sant'Agata da Costantinopoli, un evento di grande significato per la città e per la devozione popolare. La pietas cittadina verso la patrona ha tradizioni secolari e normalmente richiama una partecipazione massiccia, fatta di processioni, candele e affollamento in piazza Duomo.

Le condizioni climatiche hanno aggravato la situazione: presenti intervistati hanno raccontato di mamme con bambini in braccio a fronteggiare temperature molto elevate, intorno ai 38 gradi, e di una sensazione di calore intensa dentro gli spazi recintati. Più volte è stato ripetuto che, tra la folla e la gestione dell'evento, molte persone hanno rinunciato a partecipare per motivi di comfort e sicurezza.

La serata ha evidenziato un contrasto netto tra la devozione popolare e la crescente istituzionalizzazione delle celebrazioni. Per alcuni cittadini la festa ha perso parte del suo spirito comunitario, diventando un evento dove l'accesso e la fruizione sono soggetti a regole rigide che hanno allontanato proprio chi una volta ne era il cuore.

Resta aperto il dibattito sulla gestione delle grandi ricorrenze religiose: come conciliare esigenze di ordine pubblico e sicurezza con il diritto di partecipazione e con le tradizioni locali rimane la domanda centrale lasciata dalla serata del 17 agosto a Catania. Nonostante tutto, la presenza e la pazienza di molti fedeli hanno ricordato che la festa della patrona continua a essere, prima di tutto, una questione di popolo e di fede.

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