Joey e Rina: "Adesso denunciamo" — quando l'hate online spinge i coreografi in tribunale

La coppia catanese annuncia denunce contro insulti e offese sui social: tra piazze piene e leoni da tastiera, si apre il dibattito sulla tutela online.

18 agosto 2026 08:13
Joey e Rina: "Adesso denunciamo" — quando l'hate online spinge i coreografi in tribunale -
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La notizia è partita da un post lapidario: "ADESSO DENUNCIAMO!!", hanno scritto i coreografi catanesi di San Gregorio di Catania, Joey e Rina, prendendo posizione contro una ondata di commenti che definiscono «denigranti, esagerati e volgari». Quel messaggio è diventato subito un caso sui social, alimentato sia da utenti che li sostengono nelle piazze sia da follower che, a detta loro, li seguono solo per lanciare frecciatine.

Nella colonna dei sostenitori emergono commenti di solidarietà che fotografano la scena reale: «Avete il supporto di migliaia di persone reali che vi seguono nelle piazze, non dei leoni da tastiera», scrive Agata Iozia; mentre Simona Frezza aggiunge: «Fate bene a denunciare. Avreste dovuto farlo già da tempo. Purtroppo l'invidia...». Queste repliche mettono in rilievo il contrasto tra presenza fisica e aggressività digitale.

Altri follower suggeriscono approcci diversi: il canale "Balla e Sorridi Italia" propone di ignorare, eliminare e bannare invece di coinvolgere la comunità in discussioni che giudicano inutili. È un dilemma pratico che si ripete sovente: scegliere la strada della moderazione, o quella della denuncia legale?

Joey e Rina difendono anche la scelta di usare la piattaforma per "sensibilizzare un argomento che tocca un po' tutti" e invitano gli utenti: "Se non piace scorri piuttosto che fare polemica". La loro posizione sottolinea come la protesta pubblica sui social possa trasformarsi in strumento di tutela, non solo in sfogo.

Il caso locale si inserisce in una più ampia dinamica: artisti, professionisti e personaggi pubblici si trovano sempre più spesso a fronteggiare offese, insulti e forme di cyberbullismo che impattano sulla reputazione e sul benessere. Le piattaforme digitali, d'altro canto, affrontano pressioni crescenti per migliorare gli strumenti di moderazione e contrasto agli abusi.

Dal punto di vista legale, commenti gravemente diffamatori o minacciosi possono configurare reati perseguibili; resta però la difficoltà pratica di identificare gli autori quando agiscono dietro profili anonimi o falsi. La scelta di denunciare implica quindi anche una valutazione sulla efficacia delle vie legali rispetto a provvedimenti amministrativi delle piattaforme.

Il caso mostra anche il potere della prova sociale: le immagini di piazze piene e i messaggi di affetto degli spettatori sono usati come contropeso alla narrativa degli haters. Per Joey e Rina, come per altri creativi, la testimonianza del pubblico dal vivo diventa una forma di legittimazione contro il clima cyber ostile.

Per ora la coppia catanese annuncia denunce e riceve sostegno; se la strada legale si tradurrà in sanzioni e deterrenti concreti, o se invece convincerà piattaforme e comunità a rafforzare la moderazione preventiva, è un esito che solo i prossimi sviluppi potranno chiarire. Intanto, il messaggio è netto: sul confine tra critica e offesa molti professionisti chiedono di riconquistare rispetto e sicurezza anche online.

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