La farfalla delle Madonie in pericolo: nasce il piano per salvare la Parnassius apollo siciliae

Esperti riuniti a Petralia Sottana: monitoraggi, aree protette e gestione dei daini per difendere una rara farfalla endemica.

A cura di Redazione Redazione
05 agosto 2026 10:34
La farfalla delle Madonie in pericolo: nasce il piano per salvare la Parnassius apollo siciliae -
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La notizia è semplice ma preoccupante: la Parnassius apollo siciliae — una farfalla che vive solo sulle cime delle Madonie — sta diminuendo. È stato questo il fattore scatenante che ha portato gli esperti a sedersi attorno allo stesso tavolo a Palazzo Pucci Martinez, sede dell'Ente Parco delle Madonie, per capire come reagire.

La Parnassius apollo siciliae non è una qualunque farfalla: è una sottospecie endemica, considerata un relitto glaciale della fauna siciliana. Per te che conosci le Madonie, è facile immaginare quanto il suo legame con la flora d'alta quota sia stretto: le larve dipendono da piante del genere Sedum, gli adulti si nutrono del nettare di essenze montane tipiche dell'area.

Al tavolo tecnico è successo il momento di svolta: il presidente dell'ente, Giuseppe Ferrarello, ha radunato zoologi, lepidotterologi, botanici e divulgatori per mettere in comune dati e proposte. Presenti in sala Antonio Spinnato, Bruno Massa, Marcello Romano, Amedeo Falci e il fotografo Matteo Orlando, con il botanico Rosario Schicchi collegato da remoto. L'incontro ha trasformato l'allarme emerso dai monitoraggi in un progetto concreto.

I dati raccontano una storia nitida e preoccupante: in alcune aree storiche non si osservano più individui durante lo sfarfallamento, mentre restano piccoli nuclei in zone molto circoscritte. "I dati raccolti durante il monitoraggio evidenziano una situazione che richiede particolare attenzione", ha spiegato Antonio Spinnato. Questo è stato l'incipit per passare dalle parole ai fatti.

Quali sono le cause? In buona parte la colpa è della riduzione delle piante essenziali al ciclo della farfalla. E perché diminuiscono queste piante? Tra i motivi principali c'è la pressione del pascolo da parte degli ungulati selvatici, in particolare del daino, che cambia gli equilibri della vegetazione d'alta quota.

Il tavolo tecnico e il piano

Durante la riunione si è concordato su un approccio integrato: la tutela della specie deve andare di pari passo con il recupero dell'habitat. Le prossime settimane vedranno nuovi sopralluoghi nelle aree sommitali del Parco per definire interventi mirati. Tra le azioni allo studio ci sono la realizzazione di aree sperimentali protette tramite recinzioni temporanee e il rafforzamento della gestione della popolazione di daini, seguendo criteri compatibili con l'ecosistema.

Il momento clou è stato la condivisione delle proposte operative: non si tratta solo di proteggere singoli esemplari, ma di ricostituire i presupposti ecologici che permettono alla farfalla di vivere e riprodursi. Questo significa monitoraggi continuativi, scelte di gestione faunistica calibrate e interventi sulla vegetazione dove necessario.

Ferrarello ha sintetizzato lo spirito dell'iniziativa: "La Parnassius apollo siciliae è uno dei simboli della biodiversità delle Madonie e la sua tutela richiede un approccio scientifico condiviso". La proposta del Parco è anche simbolica: candidare la farfalla a simbolo faunistico del Parco delle Madonie per dare maggior visibilità alla causa.

Questa storia non si chiude oggi: quello che è nato a Petralia Sottana è un percorso. Nei prossimi mesi vedremo recinzioni temporanee, campagne di monitoraggio e verifiche sulla gestione dei daini. Se vuoi seguirne gli sviluppi o contribuire, il Parco delle Madonie ha appena tracciato la strada per lavorare insieme alla salvaguardia di un piccolo animale che dice molto sull'intero ecosistema d'alta quota.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 agosto 2026

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