Messina, sgominata la 'cricca' degli appalti pubblici: sei arresti e interdizioni

Operazione dei carabinieri su un presunto sodalizio che pilotava appalti per autostrade, opere idrauliche e lavori pubblici; al vertice un condannato per concorso esterno in mafia.

A cura di Redazione Redazione
06 agosto 2026 16:31
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Messina, sgominata la 'cricca' degli appalti pubblici: sei arresti e interdizioni -
Condividi

Sei persone sono state poste agli arresti domiciliari e altri sei imprenditori hanno ricevuto il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione nell'ambito di una vasta operazione del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Messina, su disposizione del gip su richiesta della Procura della città dello Stretto.

Secondo gli inquirenti è stata scoperta un'effettiva organizzazione criminale che gestiva in modo illecito numerose commesse pubbliche: i sei arrestati sono accusati di associazione a delinquere, mentre gli imprenditori coinvolti sono indagati per concorso esterno e altre fattispecie. Complessivamente i soggetti iscritti nel fascicolo sono circa venti, e la misura cautelare è arrivata dopo gli interrogatori preventivi di sedici indagati.

Nel mirino della Procura di Messina sono finiti appalti affidati a diversi enti pubblici, tra cui il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), il Genio civile di Trapani, il Comune di Brolo e la Città metropolitana di Reggio Calabria. I lavori sequestrati alla lente degli investigatori comprendevano opere idrauliche, manutenzioni autostradali e interventi energetici.

Gli appalti contestati riguardano specificamente: la sistemazione idraulica del canale di scolo del torrente Pozzo a Brolo, la manutenzione degli impianti e delle cabine elettriche sulle autostrade A18 e A20, la manutenzione di cavalcavia sull'autostrada Messina-Catania, la pulizia di un tratto del fiume Belice a Partanna (Trapani) e interventi di riduzione dei consumi energetici al Centro direzionale di Reggio Calabria. La Procura ha rilevato gravi non conformità in diversi appalti, tra cui impianti di illuminazione non conformi e l'uso di impermeabilizzanti scadenti.

Le indagini hanno ricostruito l'esistenza di un'«organizzazione aziendale ombra» che si sostituiva formalmente alle imprese appaltatrici, attraverso subappalti illeciti, intestazioni fittizie di società e l'impiego sistematico di manodopera irregolare nei cantieri. Tra i reati contestati figurano inoltre subappalto illecito, frode in pubbliche forniture, intestazione fittizia di imprese e riciclaggio di proventi illeciti.

La Procura indica che la regia dell'organizzazione era nelle mani di un imprenditore messinese di 61 anni, già con una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ritenuto collegato al clan dei barcellonesi. Per gli investigatori questo elemento rafforzerebbe l'ipotesi di un controllo capillare e durevole sulle commesse pubbliche.

L'inchiesta è partita da una denuncia presentata nel 2021 dal legale rappresentante di un consorzio di imprese, che segnalò la presenza del 61enne su un cantiere per lavori di risanamento costiero. A partire da quella segnalazione, i Carabinieri hanno svolto accertamenti, con intercettazioni ambientali e telefoniche, fino a ricostruire l'apparato illecito e chiedere l'adozione delle misure cautelari.

Il provvedimento eseguito oggi dai Carabinieri rappresenta una tappa dell'attività investigativa della Procura di Messina; le indagini proseguiranno ora con ulteriori approfondimenti sulle responsabilità penali e sugli eventuali profili civilistici e amministrativi legati agli appalti coinvolti, con l'obiettivo di tutelare la regolarità delle procedure pubbliche e il corretto impiego di risorse pubbliche.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 06 agosto 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia