A Messina nasce il Centro per la Giustizia Riparativa: istituzioni, università e comunità in rete

Presentato a Palazzo Zanca il Centro del Distretto di Corte d'Appello di Messina: amministrazione condivisa e formazione per mediatori.

A cura di Redazione Redazione
29 settembre 2026 18:34
Notizia verificata · Fonte: comune.messina.it · Vedi fonti
A Messina nasce il Centro per la Giustizia Riparativa: istituzioni, università e comunità in rete -
Condividi

Questa mattina a Messina è stato presentato il Centro per la Giustizia Riparativa del Distretto di Corte d'Appello di Messina, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Il progetto, frutto della collaborazione tra il Comune di Messina e l'Associazione Spondé ETS, nasce con l'obiettivo di "Riparare il danno, ricostruire relazioni, generare comunità" e si propone come punto di riferimento per percorsi di riparazione che coinvolgano vittime, autori del reato e comunità.

Il Centro è gestito in amministrazione condivisa tra Comune e Associazione Spondé ETS e si basa su una rete che mette in relazione istituzioni, magistratura, avvocatura, servizi sociali, Università di Messina, mediatori e comunità. La struttura punta ad offrire percorsi in cui la persona, il danno e le relazioni tornano al centro dell'intervento, integrando la funzione accertativa del processo penale con strumenti di riparazione.

Il sindaco Federico Basile ha definito la giornata «importante», sottolineando l'impegno dell'Amministrazione comunale per una giustizia che non si limiti alla punizione ma favorisca la reintegrazione sociale. Per Basile il Centro si inserisce nelle politiche comunali e contribuirà alla costruzione di una rete territoriale dedicata alla giustizia riparativa.

Per la presidente della Corte d'Appello di Messina, Concetta Maiore, la novità si collega alla funzione rieducativa della pena e alla riforma Cartabia: "la giustizia riparativa non è più una lettera morta", ha detto, auspicando la definizione di un protocollo operativo che renda concretamente applicabili i percorsi di mediazione tra autore, vittima e comunità.

La procuratrice aggiunta Assunta Musella e la presidente del Tribunale, Olga Tarzia, hanno rimarcato l'importanza di integrare la riparazione nei percorsi penali: Musella ha evidenziato l'attenzione alle situazioni delicate, come i procedimenti legati ai cosiddetti Codici Rossi, mentre Tarzia ha posto l'accento sul ruolo centrale del mediatore nel trasformare una ferita profonda in un'opportunità di rigenerazione.

La presidente del Tribunale per i Minorenni, Maria Francesca Pricoco, ha definito la giustizia riparativa un'opportunità di cambiamento per i ragazzi, finalizzata a favorire relazioni più consapevoli. In modo analogo, la presidente del Tribunale di Sorveglianza, Francesca Arrigo, ha sottolineato l'importanza di considerare il rapporto tra condannato e persona offesa nell'esecuzione della pena.

L'Università di Messina, rappresentata dalla rettrice Giovanna Spatari, è stata indicata come partner formativo: è prevista una convenzione per strutturare percorsi formativi e un master per mediatori esperti. Oggi si apre inoltre un nuovo percorso di selezione e formazione rivolto ai mediatori, coordinato dall'Ateneo in collaborazione con la rete degli operatori coinvolti.

Tra gli altri soggetti intervenuti, l'UIEPE di Palermo (rappresentata da Gabriella Di Franco) ha annunciato interventi concreti e modulati con Procura e Avvocatura; il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Messina, Paolo Vermiglio, ha dichiarato la disponibilità della comunità forense a integrare queste nuove forme di giustizia; e il presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali, Giuseppe Ciulla, ha evidenziato il fondamento comunitario della proposta.

Il convegno, moderato dal giornalista Sebastiano Caspanello, è stato articolato in due sessioni: una dedicata al quadro normativo e alla riforma introdotta dalla legge Cartabia, con interventi del dott. Claudio Ferrari (Ministero della Giustizia), della prof.ssa Grazia Mannozzi e del prof. Giuseppe Di Chiara; la seconda sessione ha presentato esperienze e programmi, con relatori come la dott.ssa Maria Pia Giuffrida e la prof.ssa Giuseppina Panebianco, sull'importanza della formazione iniziale e continua dei mediatori.

La parte centrale del seminario ha illustrato l'organizzazione del Centro: la dott.ssa Carmela Procopio e la dott.ssa Roberta Schneider hanno presentato la Convenzione di amministrazione condivisa per il Comune, mentre Giuseppe Macaione, mediatore esperto e coordinatore del Centro, ha dettagliato funzioni, operatività e prospettive della struttura destinata ad accogliere percorsi di ascolto, dialogo e responsabilizzazione.

L'assessora alle Politiche Sociali, Alessandra Calafiore, tra le promotrici dell'iniziativa, ha ribadito la volontà dell'Amministrazione di costruire una rete che non si limiti a intervenire sul danno, ma che lo trasformi in un'occasione di responsabilizzazione e ricostruzione condivisa. Il Centro si avvia così come punto di riferimento per interventi rivolti tanto agli adulti quanto ai minori, con il coinvolgimento attivo della comunità e dei servizi sociali.

Nei prossimi mesi sono attesi i passaggi operativi per rendere pienamente applicativi i percorsi: definizione del protocollo operativo, avvio delle selezioni e dei corsi per mediatori, e consolidamento della collaborazione tra Magistratura, Comune, Università e terzo settore. Il nuovo Centro si propone come spazio per sperimentare strumenti complementari alla giustizia penale, con l'obiettivo di restituire centralità alle persone e alle relazioni nella gestione delle conseguenze del reato.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 settembre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia