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Cineturismo e «economia della bellezza»: a Catania il panel della Festa dell'Unità
Cineturismo e «economia della bellezza»: a Catania il panel della Festa dell'Unità
Oggi a Villa Pacini dibattito su cinema, sviluppo territoriale e formazione; presentato il cortometraggio degli studenti sui femminicidi.
Oggi alle 17.30, a Villa Pacini a Catania e nell'ambito della Festa dell'Unità, si è svolto il panel "Festival e cineturismo. Il ruolo dell’audiovisivo nella promozione e valorizzazione dei territori". Al centro dell'incontro il ruolo del cinema come strumento culturale e come leva di sviluppo economico e sociale per i territori siciliani.
L'incontro ha messo in agenda questioni pratiche e simboliche: promozione territoriale, costruzione di reti tra festival, imprese e istituzioni, e investimenti nella formazione. L'appuntamento, previsto per le ore 17.30, è stato concepito come momento di confronto tra operatori del settore, accademici e rappresentanti istituzionali per definire possibili strategie di sviluppo legate al cineturismo.
Cineturismo e "economia della bellezza"
Secondo la deputata regionale del Partito Democratico Ersilia Saverino, il cinema "non sono soltanto racconto e produzione culturale, ma una leva concreta di sviluppo". Saverino ha affermato che in Sicilia la bellezza non deve essere considerata "una rendita da consumare, ma come un’economia da costruire", collegando paesaggio, memoria, competenze e impresa.
Per Cateno Piazza, presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Catania e direttore del Catania Film Fest, il cineturismo nasce dall'incontro tra immaginario e territorio. Piazza ha sottolineato che la Sicilia e Catania "hanno tutte le caratteristiche per trasformare questa potenzialità in una strategia concreta" e che è necessario mettere in rete cinema, festival, istituzioni e imprese.
Formazione e messaggi sociali
Il panel ha posto un forte accento sulla formazione e sulla necessità di un approccio più consapevole al linguaggio cinematografico. Relatori come Maria Arena (autrice, regista e docente), Stefania Rimini e Giovanna Santaera (docenti UNICT) hanno evidenziato il ruolo della scuola e dell'accademia nel formare competenze tecniche e critiche utili a trasformare le produzioni audiovisive in risorse territoriali.
In questo contesto è stata presentata la proiezione del trailer di "Fili invisibili", il cortometraggio realizzato dagli studenti del Copernico di Barcellona Pozzo di Gotto sui femminicidi di Graziella Recupero e Sara Campanella: un esempio di come il cinema possa veicolare messaggi sociali e contribuire a processi di memoria e sensibilizzazione.
All'incontro interverranno, oltre a Saverino e Piazza, Maria Arena, Stefania Rimini, Giovanna Santaera e Vera Zambonelli (fondatrice e presidente dell'International Institute for Women in Cinema).
Gli obiettivi sono chiari e mirano a creare reti, a sostenere i festival, a investire sui giovani grazie al cinema, che può essere allo stesso tempo strumento culturale e leva di sviluppo.
La sfida per Catania e la Sicilia è trasformare questa consapevolezza in politiche pubbliche, investimenti e percorsi formativi che rendano il settore stabile e inclusivo. Molto dipenderà dalla capacità degli attori locali di fare rete e di tradurre il linguaggio simbolico del cinema in strategie concrete di valorizzazione territoriale.