-
Anci Sicilia: «Il sistema dei piccoli comuni è imploso»; servono risorse, personale e una nuova normativa
Anci Sicilia: «Il sistema dei piccoli comuni è imploso»; servono risorse, personale e una nuova normativa
A Palermo Anci chiede un cambio di paradigma: stop alla desertificazione demografica, Unioni di Comuni e interventi strutturali per salvare 210 centri siciliani.
Anci Sicilia ha lanciato un appello forte e urgente: il sistema dei piccoli comuni è imploso e servono risorse, personale e una nuova stagione normativa per evitare la scomparsa di interi territori. L'atto pubblico è stato pronunciato durante un incontro molto partecipato nella sala Pio La Torre all'Ars di Palermo, con sindaci, amministratori ed esperti presenti per sollecitare un cambio di paradigma al governo regionale e nazionale.
Dati e rischi
Secondo i dati Istat elaborati da Anci, in Sicilia sono 210 i Comuni con meno di 5.000 abitanti, un tessuto che Anci definisce fondamentale per la tutela del territorio, della biodiversità e delle tradizioni locali. A livello nazionale la Consulta piccoli comuni di Anci ricorda che realtà analoghe costituiscono circa il 70% dei comuni italiani, una quota che rende il problema di portata sistemica e non locale.
Le conseguenze denunciate sono immediate: desertificazione demografica, chiusura di sportelli postali e bancari, riduzione dei servizi sanitari e scolastici e un progressivo impoverimento della qualità della vita nei centri minori. Anci segnala inoltre numerosi dissesti finanziari, piante organiche comunali ridotte all'osso e continui piani di riequilibrio che limitano la capacità amministrativa delle Amministrazioni.
Proposte e richieste
Per uscire dalla crisi l'associazione propone un pacchetto di misure concrete basate su tre assi: risorse stabili, personale qualificato e semplificazione normativa. Tra le proposte principali:
- Promuovere Unioni di Comuni per la gestione condivisa di uffici tecnici, amministrativi, scuole, asili nido e trasporti, evitando fusioni burocratiche e incentivando servizi in rete;
- Sbloccare i contributi per le piccole e medie opere, in particolare interventi contro il dissesto idrogeologico e l'isolamento infrastrutturale;
- Stabilizzare i lavoratori impiegati nei progetti PNRR e prevedere deroghe per l'assunzione di tecnici e assistenti sociali;
- Creare un pool flessibile di segretari comunali per coprire più enti e supportare amministrazioni sotto organico;
- Stanziamenti e aiuti straordinari per i bilanci in crisi e una revisione della burocrazia che ostacola le assunzioni e i procedimenti amministrativi nei piccoli centri.
Il format del dibattito ha privilegiato soluzioni pratiche: non più difesa dell'esistente ma un piano strategico per il ripopolamento e la rigenerazione urbana e sociale dei borghi.
Nel corso dell'incontro il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, ha sottolineato che non si può chiedere a una famiglia di restare o trasferirsi in un piccolo Comune se mancano servizi essenziali come sanità, istruzione e sportelli bancari. Il segretario generale Mario Emanuele Alvano ha posto l'accento sulla gestione del personale, denunciando l'impossibilità di assumere le figure minime necessarie a garantire i servizi.
A livello nazionale il coordinatore della Consulta piccoli comuni, Alessandro Santoni, ha richiamato l'attenzione sull'agenda "Controesodo" e sui cinque punti del manifesto di Anci: sblocco contributi per opere, più personale e stabilizzazione, deroghe per assunzioni, aiuti ai bilanci, e semplificazione burocratica.
All'incontro sono intervenuti rappresentanti istituzionali e territoriali: Maurizio Zingales, sindaco di Mirto e presidente del coordinamento dei piccoli Comuni di Anci Sicilia; Antonio Rini, assessore alla Cultura del Comune di Palermo; l'assessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica, Francesca Garigliano; e il segretario generale della Città metropolitana di Palermo, Francesco Fragale, che ha moderato uno dei panel. La partecipazione ha testimoniato la convergenza territoriale sulla necessità di interventi immediati.
Anci Sicilia chiede ora che le proposte passino dal tavolo del dibattito alle decisioni politiche: servono interventi strutturali, finanziamenti certi e norme semplificate per evitare che i piccoli Comuni diventino sempre più periferie marginali. L'appello è rivolto ai governi regionale e nazionale, con l'urgenza di misure che possano invertire trend di spopolamento e declino dei servizi.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 20 ottobre 2026