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Autostrade siciliane a rischio: il Mit avverte, possibile chiusura di A18 e A20
Autostrade siciliane a rischio: il Mit avverte, possibile chiusura di A18 e A20
Il Ministero segnala che A18 e A20 «non sono percorribili con adeguati standard di sicurezza» e chiede al CAS misure urgenti, fino alla chiusura.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha lanciato un allarme sulla sicurezza delle autostrade siciliane: A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo «non possono ritenersi percorribili con adeguati standard di sicurezza», recita una nota firmata il 12 ottobre dal direttore generale Sergio Moschetti. Il documento, fondato sui sopralluoghi svolti dall'ing. Placido Migliorino tra il 5 e il 9 ottobre, chiede al Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) l'adozione di misure più restrittive, fino alla «interdizione totale al traffico» se necessario.
La nota del Ministero e i rilievi tecnici
La comunicazione ministeriale integra verifiche e diffide precedenti (note del 20 aprile e del 3 settembre) e segnala la necessità di interventi improcrastinabili per tutelare la circolazione. Secondo quanto emerge dalla relazione dell'ing. Migliorino, le misure indicate a settembre non risultano sufficienti: soltanto l'introduzione di provvedimenti più restrittivi può consentire il regolare esercizio delle tratte.
Il Mit ha formalmente chiesto al CAS di comunicare entro il 12 ottobre le misure che intende adottare; la nota non esclude la possibilità di una chiusura totale delle tratte interessate qualora i rischi non siano mitigati.
Responsabilità operative e quadro normativo
La nota ricorda che la regolazione del traffico e la responsabilità degli interventi ricadono sul concessionario, in base alle disposizioni del Codice della strada. Spetta dunque al Consorzio individuare e mettere in atto le misure necessarie per ripristinare condizioni di sicurezza adeguate.
I riscontri tecnici citati dal Ministero descrivono un quadro che il documento definisce tale da richiedere azioni tempestive per evitare scenari con impatto diretto sulla mobilità e sulla sicurezza degli utenti.
Reazioni politiche: Lombardo chiede il commissariamento
Il deputato regionale Pippo Lombardo (Sud chiama Nord) interpreta la nota ministeriale come la conferma delle sue denunce e sollecita il commissariamento della Direzione generale del CAS. Lombardo sostiene che le criticità fossero note «da mesi» a seguito di ispezioni svolte in aprile e maggio e contesta i tempi con cui si è intervenuti.
Il parlamentare chiama in causa il governo regionale guidato da Schifani e l'assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, affermando che tutte le comunicazioni inviate al CAS erano state trasmesse anche all'assessorato. Lombardo si oppone inoltre al trasferimento della gestione a Anas, ribadendo che il patrimonio autostradale debba rimanere nella disponibilità della Regione Siciliana, ma gestito con competenza e responsabilità.
Prossimi passi: audizioni in IV Commissione all'Ars
La vicenda sarà discussa mercoledì in IV Commissione dell'Assemblea regionale siciliana: sono previste audizioni con Ministero, CAS e governo regionale su richiesta dello stesso Lombardo. Il deputato ha denunciato che il Parlamento e la commissione competente sarebbero rimasti all'oscuro delle criticità fino alla metà di settembre e chiederà chiarimenti sul flusso delle comunicazioni istituzionali.
Sul piano operativo, il documento ministeriale pone una scadenza precisa per l'indicazione delle misure da parte del Consorzio e lascia aperta l'ipotesi più drastica della chiusura al traffico, una possibilità che riporta al centro la sicurezza di due collegamenti essenziali per la mobilità siciliana.
Il quadro resta in evoluzione: la richiesta di misure urgenti del Ministero e la tempistica fissata fanno pendere l'attenzione sulle decisioni che il CAS e le autorità regionali adotteranno nelle prossime ore e giorni.