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Caro carburanti: autotrasportatori siciliani proclamano cinque giorni di sciopero, rischio forniture ai supermercati
Caro carburanti: autotrasportatori siciliani proclamano cinque giorni di sciopero, rischio forniture ai supermercati
Dal 16 al 20 ottobre camion fermi nei piazzali; il comitato avverte possibili carenze sugli scaffali se l'adesione sarà massiccia.
Per cinque giorni, dal 16 al 20 ottobre, una parte significativa del trasporto merci in Sicilia resterà ferma per protesta contro il caro carburante, con possibili ripercussioni sulle forniture ai supermercati. Il Comitato autotrasportatori siciliani, guidato da Salvatore Bella, ha annunciato lo sciopero che prevede i mezzi parcheggiati nelle rispettive sedi e la mancata movimentazione dei semirimorchi nei porti.
La mobilitazione inizierà alla 00:01 del 16 ottobre e terminerà alla mezzanotte del 20; non sono previsti blocchi stradali o presidi, ma la sospensione delle attività da parte delle imprese aderenti. Secondo il Comitato, prodotti ortofrutticoli e generi alimentari destinati alla grande distribuzione potrebbero non raggiungere regolarmente gli scaffali, con il rischio di carenze nelle forniture a seconda dell'adesione e della disponibilità delle scorte.
“Abbiamo costituito il comitato trasporto siciliano - perché non ci sentiamo più rappresentati dalle organizzazioni sindacali nazionali, colpevoli di aver smesso di fare i nostri interessi. Dobbiamo fermare l'effetto domino che si va a innescare: l'impennata del carrello della spesa e il rincaro di tutte le materie prime che trasportiamo finiscono per abbattersi direttamente sull'utente finale, ovvero il cittadino”, ha dichiarato Salvatore Bella, portavoce del Comitato.
Alla base della protesta c'è l'aumento dei costi del carburante: il Comitato parla di un prezzo del gasolio salito fino a 2,40 euro al litro e di perdite stimate tra 700 e 900 euro al giorno per ogni camion. A incidere sui bilanci, secondo gli autotrasportatori, sono anche gli aumenti dei costi dei collegamenti marittimi necessari per la movimentazione delle merci tra la Sicilia e il continente.
Il fermo denuncia altresì il mancato pagamento della prima annualità del Sea Modal Shift, il sistema di incentivi per il trasferimento delle merci dalla strada al mare: i pagamenti attesi entro giugno, sostiene il Comitato, non sarebbero ancora arrivati e gli impegni presi dal ministero non sarebbero stati rispettati.
Sul fronte degli aiuti, la Regione Sicilia ha stanziato 15 milioni di euro per sostenere la categoria, ma il Comitato definisce la misura limitata. Secondo Bella, i contributi risultano più accessibili alle piccole imprese (flotte da uno a cinque mezzi), mentre per le aziende con flotte più grandi pesano i vincoli della normativa europea sugli aiuti di Stato; per una grande flotta il maggiore costo del carburante potrebbe arrivare fino a 120.000 euro al mese.
Gli organizzatori avvertono che la mobilitazione potrebbe proseguire oltre il 20 ottobre se non arriveranno risposte concrete dal governo nazionale. È prevista una conferenza stampa il 17 ottobre al porto di Palermo per illustrare ulteriormente le ragioni dello sciopero e le richieste del comparto.
La protesta degli autotrasportatori si inserisce in un quadro più ampio: il 22 ottobre è annunciata una manifestazione di circa 100 pescherecci siciliani e calabresi nello Stretto di Messina, dalle 5 alle 17, sempre contro il caro carburante. L'iniziativa della pesca non prevede blocchi agli imbarcaderi, ma potrebbe rallentare il traffico navale nello Stretto e ridurre le uscite in mare, con ulteriori effetti sulle forniture di prodotti ittici.
L'impatto effettivo sulle forniture dipenderà dall'adesione delle imprese, dai tempi di intervento delle istituzioni e dalla capacità della filiera di attingere a scorte alternative. Per ora, il Comitato chiede misure immediate sul prezzo del carburante e lo sblocco delle risorse previste dagli incentivi, mentre le autorità regionali e nazionali hanno davanti l'urgenza di trovare risposte per evitare ripercussioni sui consumatori e sulle imprese.