Pagliarelli: arrestata 30enne con due microcellulari nascosti nell'intimo durante visita al marito

La donna, che chiedeva un colloquio riservato, ha consegnato due microtelefoni e un cavo dopo il controllo; il detenuto è stato denunciato per droga.

A cura di Redazione
16 ottobre 2026 13:47
Pagliarelli: arrestata 30enne con due microcellulari nascosti nell'intimo durante visita al marito -
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Al carcere Pagliarelli una donna di 30 anni è stata arrestata dopo che gli agenti della polizia penitenziaria le hanno trovato nascosti nelle mutande due microcellulari e un cavo USB. L'arresto, avvenuto nei giorni scorsi, segue i controlli svolti durante una visita al marito detenuto.

Secondo la ricostruzione degli agenti, guidati dal comandante di reparto Giuseppe Rizzo, la visita — la prima della donna al congiunto — si è svolta chiedendo di essere ricevuta in una saletta riservata con la motivazione di problemi familiari. Il comportamento, definito dagli agenti come particolarmente nervoso, ha indotto il personale a mantenere alta la sorveglianza. In seguito la donna ha chiesto di recarsi in bagno: al ritorno è stata sottoposta a controllo con metal detector.

Al momento del controllo la trentaquattrenne — secondo gli atti — ha consegnato spontaneamente un involucro contenente i due microtelefoni e il cavo. Il pm di turno, informato dell'accaduto, ha disposto l'arresto della donna; al termine dell'udienza di convalida davanti al gip è stato imposto il divieto di soggiorno nel Comune di Palermo.

A seguito dell'intervento gli agenti hanno esteso la perquisizione alla cella del detenuto: sul posto è stata rinvenuta una sostanza che, da una prima valutazione, sarebbe verosimilmente stupefacente. Per questa ragione l'uomo è stato denunciato per detenzione di droga; gli accertamenti di laboratorio sono in corso per confermare la natura della sostanza.

Dal Corpo di polizia penitenziaria è arrivata una nota: "L'operazione conferma l'importanza dei controlli svolti ogni giorno per impedire l'introduzione di telefoni e materiale illecito negli istituti, a tutela dell'ordine, della sicurezza e della legalità all'interno delle strutture detentive". La dichiarazione sottolinea il ruolo dei controlli nel prevenire rischi per la sicurezza interna.

Il caso ricorda le criticità legate al fenomeno dell'introduzione di dispositivi di comunicazione e sostanze illecite nei penitenziari: i telefoni possono consentire contatti non autorizzati con l'esterno e agevolare attività illecite, mentre il possesso di stupefacenti in cella rappresenta un rischio per l'ordine e la salute dei detenuti. Le indagini interne e le verifiche sul materiale sequestrato proseguiranno per chiarire responsabilità e canali di introduzione.

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