-
Incidenti stradali 2025: Catania tra le province con più morti, la Sicilia registra il peggior aumento rispetto al 2019
Incidenti stradali 2025: Catania tra le province con più morti, la Sicilia registra il peggior aumento rispetto al 2019
Dati Aci‑Istat 2025: Catania segna +10 vittime sul 2024; la Sicilia conta 33 decessi in più rispetto al 2019, emergono segnali di allarme.
I dati Aci‑Istat diffusi il 15 ottobre 2026 mostrano che Catania è tra le province italiane con il maggior aumento di decessi per incidenti stradali nel 2025, con +10 vittime rispetto al 2024. A livello nazionale il rapporto registra 177.207 incidenti con lesioni (+2,2% sul 2024), 2.868 morti (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%).
I numeri nazionali e il confronto con il 2019
Il documento aggiorna il confronto con l'anno di riferimento europeo, il 2019: i decessi sulle strade italiane sono scesi del 9,6%, da 3.173 a 2.868 nel 2025, un calo che l'Aci‑Istat definisce però "ancora contenuto" rispetto all'obiettivo comunitario di dimezzare vittime e feriti gravi entro il 2030.
Province e regioni: chi sale e chi scende
A livello provinciale 41 province su 107 hanno registrato un aumento dei morti rispetto al 2019, 57 una diminuzione e 9 risultano stabili. Sette province hanno già raggiunto l'obiettivo del dimezzamento delle vittime: Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. Gli aumenti percentuali più marcati rispetto al 2019 si osservano ad Aosta, Oristano e Barletta‑Andria‑Trani.
La Sicilia emerge come la regione con il maggiore incremento di decessi sul 2019: +33 vittime in valore assoluto. La crescita coinvolge diverse province, con Palermo che da sola registra +20 morti e Catania che segna +10 rispetto all'anno precedente.
Nel confronto tra 2024 e 2025, le diminuzioni più consistenti in termini assoluti sono state registrate nelle province di Treviso (-29), Perugia (-26) e Napoli (-20). Gli incrementi più rilevanti nello stesso arco temporale riguardano Torino (+17), Macerata (+14) e Catania (+10). A livello regionale le riduzioni maggiori si osservano in Puglia (-51), Lombardia (-36) e Umbria (-26), mentre gli aumenti maggiori interessano Piemonte (+27), Marche (+13) e Liguria (+8).
Analisi e implicazioni immediate
Il rapporto fornisce numeri dettagliati ma non attribuisce le cause delle variazioni provinciali e regionali; per questo motivo restano aperti interrogativi su fattori potenziali quali volumi di traffico, stato delle infrastrutture, livello dei controlli e comportamenti degli utenti della strada. Le statistiche mettono però in evidenza la necessità di interventi mirati nelle aree con peggioramenti, in particolare in alcune province siciliane, per riportare il trend verso gli obiettivi europei.
Le autorità locali, la polizia stradale e gli enti preposti alla sicurezza sulle reti viarie sono chiamati a monitorare i dati territoriali, ad approfondire le cause locali e a valutare misure di prevenzione e contrasto. L'Aci‑Istat resta la fonte ufficiale dei dati, che saranno utili per programmare azioni di trasporto pubblico, sicurezza stradale e investimenti infrastrutturali.