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Catania, motociclista patteggia 2 anni per l'omicidio stradale di Chiara Adorno
Catania, motociclista patteggia 2 anni per l'omicidio stradale di Chiara Adorno
Il giudice ha accolto il patteggiamento: pena sospesa e attenuanti per il 29enne coinvolto nella morte della studentessa di 19 anni.
Il giudice monocratico di Catania ha accettato la richiesta di patteggiamento per il motociclista coinvolto nella morte di Chiara Adorno, la studentessa di 19 anni travolta il 7 novembre 2023: la pena concordata è di due anni, con sospensione. Il pm aveva espresso parere favorevole e il Tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche.
La tragedia si è consumata la sera del 7 novembre 2023, lungo la Circonvallazione di Catania, viale Andrea Doria. Secondo gli atti, Chiara e il suo fidanzato stavano attraversando le strisce pedonali dopo le lezioni quando una moto Honda, guidata da Carmelo Ingarao, li urtò facendoli cadere; successivamente una Fiat Punto, condotta da Salvatore Di Mauro, investì e trascinò Chiara, le cui ferite si rivelarono fatali.
Sul fronte processuale, il conducente della Fiat Punto (Salvatore Di Mauro) era stato già condannato lo scorso anno, con rito abbreviato, a 3 anni e 4 mesi dalla gup Marina Rizza. Per Ingarao, 29enne, il fascicolo si è chiuso con il patteggiamento: la richiesta del difensore è stata accolta nonostante un gip avesse in precedenza rigettato la stessa istanza.
Nelle motivazioni depositate dal giudice si sottolinea che «alla luce degli atti contenuti nel fascicolo non può pronunziarsi sentenza di proscioglimento». Dagli stessi documenti, scrive il Tribunale, risulta che «l'imputato, alla guida della moto Honda intorno alle 21,08 circa, urtava contro Chiara Adorno e l'accompagnatore mentre attraversavano la carreggiata sulle strisce pedonali», causando la caduta e il successivo investimento da parte della Fiat Punto che ha provocato le lesioni mortali a Chiara.
Il giudice ha ritenuto la pena congrua, frutto della corretta applicazione delle regole processuali, e ha motivato il riconoscimento delle attenuanti in ragione del comportamento collaborativo assunto dall'imputato durante le indagini: Ingarao ha depositato una consulenza tecnica di parte e ha partecipato a misure di riparazione nei confronti dei familiari della vittima. È inoltre evidenziato che il giovane era incensurato prima del procedimento.
Gli atti registrano anche il versamento di risarcimenti da parte delle assicurazioni, indicati come parte della condotta riparatoria verso i familiari assistiti dagli avvocati Giovanni Grasso e Sandro Del Popolo. Con l'accoglimento del patteggiamento e la conseguente sospensione della pena, questo filone dell'indagine sul decesso di Chiara Adorno può considerarsi ora formalmente chiuso, pur rimanendo l'evento nella memoria pubblica per le questioni di sicurezza stradale e responsabilità penale che solleva.